• Amalia Moretti Foggia della Rovere, medico pediatra, tenne sotto diversi pseudonimi, a partire dal 1927, alcune rubriche sulla Domenica del Corriere e Il Corriere dei Piccoli. Fu il dottor Amal, esperto di piante e medicamenti, ma soprattutto Petronilla, donna di casa il cui motto era “mangiar bene con poco”. Numerose donne impararono a cucinare grazie ai suoi suggerimenti, raccolti anche in un libro del 1939, Ricette di Petronilla che in questa pubblicazione viene riprodotto fedelmente nei contenuti. Si tratta di ricette per ogni occasione, dai primi piatti alle pietanze di carne, pesce e verdura, per concludere con dolci, marmellate e liquori. Una lettura leggera e interessante che ci consente di portare lo sguardo, oltre che sulla tecnica culinaria, anche sulla società borghese di inizio secolo. Un salto nella storia, raccontata dal cuore pulsante di ogni famiglia italiana: la cucina.
  • La storia del complesso conventuale del San Domenico a Forlì si intreccia per secoli con le vicende artistiche e sociali della città, fino ad assumere negli ultimi anni, dopo un lungo periodo di decadenza, un grande rilievo culturale e civile grazie all’intervento di restauro svolto sia nel convento che nella chiesa adiacente. Questo volume illustra in maniera accurata l’importante opera di restauro che è stata compiuta, tramite le voci di professionisti e studiosi che si sono presi cura del monumento per restituirlo alla città in tutto il suo splendore.
  • Un successo editoriale di Martino Ragusa, il manuale di cucina che prende per mano anche il principiante più inesperto e lo guida a saper cucinare e ricevere con risultati da applauso. La nuova edizione di questo manuale è aggiornata e ampliata secondo le nuove tendenze della cucina contemporanea ed ha Patrizio Roversi come “padrino” d’eccezione, in un libro che unisce qualità, consumo consapevole e amore per la buona tavola.
  • La pizza non ha bisogno di presentazioni: tutto il mondo la conosce e la apprezza. Le varianti locali e internazionali dimostrano una duttilità pressoché infinita del concetto: un impasto di base su cui collocare fantasiosamente prodotti e condimenti. Più di altri piatti, la pizza dice inoltre qualcosa di noi, ci può rappresentare per come siamo e può svelare qualche lato nascosto della nostra personalità. Tale suggestione è raccolta in questo libro che, accanto ad approfondimenti sociali, storici e nutrizionali, ci aiuta a scoprire un po’ di noi stessi a partire da come mangiamo la pizza: un gioco intelligente - sviluppato attraverso un test psicologico - che mostra, una volta di più, che siamo quello che mangiamo.
  • Con questo libro Mariavittoria Andrini rende omaggio a Katharina Prato, la prima scrittrice di cucina nella storia nazionale (coeva del grande Pellegrino Artusi), riproponendo oltre 700 ricette, alcuni dei suoi interessanti e gustosi menu e tutta la preziosa parte manualistica, utile per apprendere metodi di cottura e i principi base della cucina di ieri e di oggi. Il tutto arricchito da annotazioni e curiosità che rendono questo libro indispensabile per chi vuole conoscere le radici della nostra cultura gastronomica. Un manuale all’avanguardia nell’Ottocento e ancora oggi attuale.
  • Loris Camprini è un uomo con una grande passione nella vita: la moto, due ruote che corrono sull’asfalto per le strade del mondo. In una vita a cavallo delle sue (tante!) moto ha percorso un milione di chilometri, una cifra che appare smisurata ma che nelle sue parole è fatta di piccoli avvenimenti, di emozioni indimenticabili e di luoghi lontani dagli itinerari turistici convenzionali. E così il libro si dipana come un omaggio per parole e immagini alla libertà delle due ruote, all’amore per la vita che non sempre è felice ma che comunque continua e va vissuta fino all’ultima emozione.
  • La sala d’aspetto è quella del dottore, dove le interminabili file ad attendere il proprio turno diventano un pretesto per chiacchierare, scambiarsi opinioni, ragionare sulla società e su come va il mondo. Maria Letizia è invece la protagonista delle storie che si dipanano capitolo dopo capitolo – amare e dolci, tragiche e divertenti – raccontate dalla voce narrante del marito, una persona fiera della sua maturità, che ama riflettere sulla realtà che lo circonda e che, tra una visita e l’altra, non finisce mai di stupire per la prospettiva da cui guarda i problemi e per le soluzioni che offre alla società.
  • Nella ricorrenza del centenario dalla morte, il libro è un omaggio al genio ironico e satirico di Olindo Guerrini (Forlì, 1845 – Bologna, 1916), meglio conosciuto con lo pseudonimo di Lorenzo Stecchetti, poeta in dialetto romagnolo, o anche Argia Sbolenfi, Mario Balossardi, Mercutio, Bepi.Amico di Giosuè Carducci, Corrado Ricci, Luigi Rava e Pellegrino Artusi, il Guerrini seppe animare con spirito goliardico la vita culturale emiliano-romagnola e italiana di fine Ottocento, tra polemiche anticlericali e beffe letterarie che ancora oggi conservano vigore. Il testo, ricco di fotografie dell’epoca e affiancato da riflessioni sull’eredità attuale di Olindo Guerrini, riprende esattamente quello del volume pubblicato da Nicola Zanichelli subito dopo la sua morte, contenente una raccolta di saggi critici e memoriali scritti da suoi amici e colleghi. Non manca un rarissimo racconto degli anni giovanili scritto da Guerrini medesimo.
  • Stefano Scozzoli ha raccolto in questo libro frasi, detti, motti, aforismi di filosofi, poeti, narratori, politici e personaggi del mondo dei media. Frasi selezionate tra quante, negli anni, una alla settimana, egli ha affisso all’ingresso degli uffici dell’agenzia Menabò dal 1990 in poi: migliaia di pensieri che hanno costituito un flusso ininterrotto di stimoli per i colleghi, clienti, fornitori.  “Sono frasi che ho raccolto negli anni – si legge nella prefazione – mosso dall’ansiosa ricerca di dare maggiore sicurezza alle mie scelte lavorative, per costruire quella che è stata un’esperienza professionale di grande successo e soddisfazione: l’agenzia Menabò. E forse, dico forse, parte del segreto di questo successo deve essere ricercato anche nel costante, perenne, caparbio e determinato flusso di frasi della settimana che, mese dopo mese, anno dopo anno, hanno continuato ad apparire sui muri dell’agenzia”.
  • Ogni casa ha un profumo originale, quello che nasce dalla propria cucina, dalle pietanze appena sfornate, dalla frutta matura sui vassoi. Profumi che aprono le porte del cuore alle emozioni e ai ricordi più remoti. In Profumi di casa mia, l’autrice ci racconta i segreti dei suoi piatti e ci fa percorrere un viaggio di sapori, di colori e, soprattutto, di profumi perché l’esperienza in cucina di Mariavittoria è fatta di sensibilità, di attenzione ai particolari, di raffinatezza, di amore per il gusto e di sollecitazioni di tutti i sensi. Il libro è un tranche de vie di Mariavittoria, ma potrebbe essere quello di ognuno di noi perché la sua storia è la storia di tutti.
  • Il libro contiene 146 ricette raccolte nei decenni da una famiglia nobile emiliana nell’arco di cinque generazioni. Il libro è suddiviso in sezioni che ripercorrono un ideale pasto completo: zuppe, minestre, primi, secondi, torte salate, paste lievitate, salse, contorni, verdure gratinate, ricette base. È uno spaccato di cultura culinaria, non solo regionale, ma soprattutto uno strumento per ricreare ricette antiche, tradizionali e originali.
  • I ricettari rappresentano da sempre la più diffusa forma di comunicazione scritta della cucina, portando alla luce anche la società che li produce, insieme con le sue linee evolutive. Sappiamo che la tradizione gastronomica italiana si è storicamente evoluta su un doppio registro: da una parte il percorso della cucina raffinata, nobile, riservata a mani saldamente maschili; dall’altra quello di una cucina quotidiana, semplice ed economica, affidata alle donne. Una distinzione che ha fatto sì che la tradizione culinaria femminile rimanesse per lungo tempo patrimonio tramandato solo oralmente di madre in figlia o poco più, finché, sul finire dell’Ottocento, con l’affermazione della classe borghese, qualcosa cambia: si inizia a considerare in modo diverso la tavola e vengono introdotti nuovi valori guida come la sobrietà, la temperanza, il risparmio. In quel frangente storico, un’attenzione nuova si pone proprio su quella cucina quotidiana e semplice affidata alle donne, alle quali vengono dedicati per la prima volta nella storia manuali culinari, di cui esse stesse furono amabili quanto discrete contributrici. E sull’onda di un prepotente bisogno di scrivere della loro cucina, iniziano così a dare vita a raccolte di ricette che si iscrivono nel grande patrimonio della cultura materiale.
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