venerdì 20 settembre 2019

Territorio

Saludecio: a spasso nel tempo sui muri

29 maggio 2015
Saludecio: a spasso nel tempo sui muri

C’è un coloratissimo e sorprendente museo en plein air fra i vicoli e le piazzette del centro storico di Saludecio, il bel borgo della Valconca nell’entroterra riminese. Sono i murales che raccontano la storia delle invenzioni dell’Ottocento, realizzati ogni estate sin dagli anni ’80 in occasione di 800 Festival. Sui muri delle case del Borgo si scoprono una cinquantina di opere dipinte dagli artisti dell’associazione salernitana “Genius Loci – Ar.Per.C.” sotto la direzione di Marisa Russo. Un progetto davvero unico e originale, che ha permesso a Saludecio di entrare a fare parte dell’Associazione Italiana Paesi Dipinti, che dal 1994 riunisce i paesi italiani che vantano un patrimonio di pitture murali, e di Res Tipica, la rete delle “città di identità” voluta dall’ANCI, l’Associazione Nazionale Comuni Italiani.

I murales del borgo sono stati dipinti dal vivo sotto gli occhi dei visitatori di 800 Festival e raffigurano le invenzioni più note e importanti del XIX secolo, dal cinema alla fotografia, dalla radio al telefono alla lampadina. Ma ci sono anche le creazioni più curiose e inaspettate, come il fumetto, l’ecologia, il reggicalze, il tutù, la bomboniera… e pure la carta igienica. E non mancano i più famosi marchi, dai jeans Levi’s alla Coca Cola, dal profumo Violetta di Parma al cappello Borsalino alla lametta Gillette. Senza dimenticare la pizza margherita, il rosolio di agrumi e il dado da brodo. I muri dipinti di Saludecio, di varie dimensioni, raccontano così non solo l’aspetto storico dell’invenzione, ma anche quello simbolico e naturalistico.

Non è difficile incontrare amanti della fotografia a passeggio nel borgo per scovare i murales e immortalare scorci suggestivi. Una divertente “caccia al tesoro” lungo la tradizione artistica del muro dipinto, che può partire dal primo murales realizzato, il velocipede di Starley (1872) e accelerare con l’auto e la prima gara (1891), l’aliante di Lilienthal (1891) e la locomotiva di Bayard (1839). In tema musicale ecco il grammofono di E. Berliner (1887), il sassofono di A.J. Sax (1842), la fisarmonica (1822), l’armonica a bocca (1821). E fra strumenti e note spunta il primo ballo allacciati, che risalirebbe al 1830. Anche la cronaca locale dei quotidiani dell’800 è raccontata da un murales, con il primo numero de Il Resto del Carlino, uscito nel 1885. E la storia delle comunicazioni vanta naturalmente il telefono di Bell (1876), la radio di Marconi (1895), la posta statale (1874) con il francobollo postale di Hill (1839), la macchina da scrivere di Sholes (1867) e, per chi preferisce la scrittura, la penna stilografica (1884). L’800 fu anche il secolo della magia delle immagini, che i murales di Saludecio celebrano con le pantomime luminose (1889), la fotografia di Niepce (1824), la fotografia stereoscopica (1838) e il cinema dei fratelli Lumière (1895).

“I murales sono un patrimonio importante per Saludecio, accanto al Museo di arte sacra intitolato al nostro Santo Amato e alla mostra permanente dedicata a Giuseppe Garibaldi, sottolinea il sindaco del paese, Dilvo Polidori. Un piccolo borgo con i muri delle case affrescati non è cosa frequente da trovare, e i turisti restano piacevolmente sorpresi.”

Una ricchezza artistica e turistica che il tempo sta però segnando. Il primo cittadino lancia perciò un appello. “Per un piccolo Comune come il nostro le risorse sono sempre più ridotte e diventa sempre più difficile ottenere contributi. Ma i murales sono un patrimonio da tutelare. Sarebbe bello se qualche mecenate prendesse a cuore queste opere sostenendone il restauro.” Magari anche attraverso il crowdfunding, il sistema di microfinanziamento in cui sono gruppi di persone a sostenere il progetto. “L’invito potrebbe essere adotta un murales – conclude il sindaco –. Confido che questo appello sia accolto dal maggior numero di persone possibile.”

 

(Testo Giorgia Gianni)

(Foto Riccardo Gallini)