martedì 22 ottobre 2019

Cultura

Disegnare la storia

20 maggio 2015
Disegnare la storia

Il disegno, prologo della libertà. Espressione di una vivace autonomia creativa e stilistica.

All’importanza che questa forma di rappresentazione ha avuto dalla seconda metà dell’Ottocento in poi è dedicata la mostra “Modernità del disegno tra Romagna e Toscana 1880-1914”. L’esposizione è ospitata negli spazi Déco del Padiglione delle Feste delle Terme di Castrocaro ed è aperta fino al 28 giugno a ingresso gratuito.

La mostra è curata da Paola Babini – docente di tecniche pittoriche all’Accademia di Belle Arti di Bologna – con il sostegno e la collaborazione di Beatrice Sansavini – responsabile delle attività culturali del Padiglione delle Feste – ed intende valorizzare l’arte del disegno e della fiorente attività degli artisti che, nella seconda metà dell’Ottocento, dalla Romagna crearono un flusso con e da Firenze. Si tratta di un percorso articolato di 134 opere inserito nell’ambito degli eventi collaterali alla mostra dedicata a Giovanni Boldini a Forlì. Il punto di partenza è proprio il confronto con il celebrato Maestro ferrarese del quale sono in esposizione disegni provenienti da collezioni pubbliche e private, accanto ad alcuni disegni di Silvestro Lega, il più rappresentativo degli artisti romagnoli dell’Ottocento, proseguendo con Telemaco Signorini, Giovanni Fattori e Domenico Baccarini. Di quest’ultimo è il pastello su carta “Ritratto di giovane donna” della Collezione Imolesi Pozzi, che è stato scelto come simbolo della mostra e copertina del catalogo.

“Volutamente la mostra è basata sulla finezza del disegno e sulla sottigliezza delle rappresentazioni in una visione che lo delinea come mezzo espressivo autonomo”, spiega la professoressa Paola Babini. “Abbiamo voluto esaltare l’inflessibile sapienza disegnativa dei nostri protagonisti, che si dedicarono inizialmente agli studi accademici e che successivamente svilupparono la necessità di esprimersi con appunti veloci e impressioni suggerite dalla natura. Taccuini e album diventarono l’unico mezzo per fermare il quotidiano, annotare luoghi, situazioni, oggetti o persone e dando spazio a rapidi schizzi in modo sempre più libero e informale. Con questa pratica venne esaltata e favorita una maggiore conoscenza della realtà e di un territorio, anticipando l’effetto della pittura. Il disegno divenne così un pretesto per raccontare un’epoca e i suoi cambiamenti sociali e storici, un terreno fertile per gli artisti, custodi della memoria e pionieri della Modernità”.

I grandi pionieri del moderno sono messi in relazione con artisti come Licinio Barzanti, Antonio Berti, Achille Calzi, Domenico Rambelli fino a Lorenzo Viani e ai meno conosciuti Fortunato Teodorani e Giuseppe Rambelli. E ancora i pastelli di Vittorio e Alessandro Guaccimanni e quelli del loro maestro Arturo Moradei. Aprono la mostra tre ritratti dipinti a olio di spiccato taglio boldiniano, fra questi l’elegante “Ritratto della Contessa Gamberini Cavallini” eseguito dall’artista bagnacavallese Giuseppe Rambelli.

Di grande valore artistico anche la cornice in cui si inserisce la mostra: il Padiglione delle Feste delle Terme di Castrocaro è uno dei pochi monumenti Art déco d’Italia ancora intatti e ricco di architetture e decorazioni anni Trenta, sulla strada che collega la Romagna alla Toscana. “Proprio il paesaggio, la qualità della vita e la cultura sono ciò che caratterizza  Romagna e Toscana, ed è proprio questo il senso di una riunione storica, culturale, artistica e turistica, che il marchio Romagna-Toscana racchiude e promuove”, spiega Beatrice Sansavini.

L’intero progetto, promosso da Longlife Formula Spa, si svolge sotto l’alto patrocinio dell’IBC Istituto per i Beni Culturali, Comune di Castrocaro Terme e Terra del Sole, Provincia di Forlì-Cesena e Unione dei Comuni Romagna toscana.

 

(Testo Dolores Carnemolla)