venerdì 18 ottobre 2019

Cultura

Campus universitario: un cuore che pulsa nel centro di Forlì

13 maggio 2015
Campus universitario: un cuore che pulsa nel centro di Forlì

Un nuovo cuore pulsa dove sorgeva l’ospedale Morgagni, al confine tra la parte storica della città e quella contemporanea. È il Campus di Forlì, la cittadella universitaria che sta nascendo sui nove ettari del vecchio nosocomio cittadino. Tra marzo e aprile si sono aggiunte due tessere fondamentali nel puzzle del nuovo insediamento, esempio di rigenerazione urbana senza consumo di territorio, dove il passato – i padiglioni risalenti ai primi del Novecento – si fonde all’avvenirismo della riqualificazione progettata da una squadra di professionisti guidati da Lamberto Rossi, insieme agli architetti Massimo Galletta, Roberto Lazzarini, Marco Tarabella e Paolo Zilli. Si tratta del nuovo complesso per la didattica ribattezzato Teaching Hub, inaugurato lo scorso 9 marzo alla presenza del sindaco di Forlì, Davide Drei, della giunta, delle autorità del territorio e del magnifico rettore dell’Alma Mater, Ivano Dionigi: 7.000 metri quadrati di superficie, un costo complessivo di 22 milioni di euro e tre tunnel, intrecciati fra loro e costellati di vetrate – la luce naturale è la regina dell’intera struttura – che si protendono e affacciano su viale Corridoni: quasi un moderno terminal dove spiccare il volo verso la cultura e la conoscenza, già frequentato dagli studenti e dai docenti del polo forlivese dal settembre dell’anno scorso, quando vi sono state trasferite le lezioni delle scuole di Economia, Scienze politiche, Scuola interpreti e traduttori, e Ingegneria.

Alla distanza esatta di un mese da quella data è stato raggiunto l’ulteriore traguardo: l’apertura e il taglio del nastro della mensa a prezzi agevolati per studenti universitari, ma aperta a tutta la cittadinanza, realizzata in due anni di lavori dove sorgeva la lavanderia della struttura sanitaria, con accesso da piazzale Igino Lega. Doppia emozione per il Comune di Forlì, che per la cerimonia ha invitato in città il ministro all’Istruzione, università e ricerca scientifica, Stefania Giannini. Un momento non solo per riflettere sui possibili sviluppi della presenza dell’Università in Romagna ma anche, per i rappresentanti delle istituzioni locali, l’occasione per chiedere al Governo un impegno concreto per il completamento del campus. Infatti restano ancora due grossi stralci sui quali mettere le mani: i 3,5 ettari di verde del parco Cotogni, da riqualificare, e il recupero del padiglione “Sauli-Saffi”, perno centrale dell’impianto originario dell’ospedale che fungerà da collegamento col “Meladri” di piazzale Solieri (il fabbricato che ospita uffici e orientamento) e la parte della didattica.

All’inaugurazione erano presenti anche Patrizio Bianchi, assessore regionale all’università; il presidente di Er.go, azienda regionale per il diritto allo studio, Antonio Giansante; il coordinatore del polo di Forlì, Felix San Vicente; il presidente della Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì, Roberto Pinza e Alberto Zambianchi, presidente della Camera di commercio nonché primo uomo di Serinar, la società che sostiene e promuove le attività dell’Unibo nella provincia di Forlì-Cesena.

Decisamente soddisfatto il padrone di casa, Davide Drei, che ha rimarcato i concetti di “lungimiranza” e “volontà”: “Da 25 anni, col primo corso universitario decentrato – ha ricordato – è stato messo in campo un importante investimento economico e di progettualità. Oggi vediamo nuova vita pulsare nella città”. “Forlì – questa la considerazione del magnifico rettore Dionigi – adesso fa concorrenza e invidia ad altre università anche blasonate. È un risultato meraviglioso e pronto a espandersi”. Una promozione convinta è arrivata anche da parte del ministro Giannini: “Questo è un campus funzionale innestato nel centro cittadino, che parte da un grande recupero edilizio, e ricco di servizi. Sono le ragioni del suo successo, insieme alla capacità dimostrata dal polo forlivese di avere una propria identità, a partire dalla specializzazione negli studi linguistici e politici. Intuisco le ulteriori potenzialità di sviluppo di questa struttura e non mi sottraggo alla richiesta di partecipazione.”

Caratteristica dell’intera area è l’intervallare ai padiglioni recuperati, biblioteca, giardini, parcheggi, percorsi pedonali e aree ristoro. Una sorta di “ponte” che non solo congiunge parti diverse del centro abitato – interno ed esterno del centro – ma anche favorisce la commistione fra la città che studia e quella che lavora. I primi interventi sono partiti dai fabbricati “Gaddi” e “Morgagni”, sede della Facoltà di scienze politiche (2007); per poi proseguire col padiglione Celtico per l’Alta formazione (2010) e il “Meladri” (2011), fino agli ultimi arrivati dei giorni scorsi. I lavori di costruzione del Teaching Hub sono iniziati nel 2011, con una procedura d’appalto gestita dal Comune di Forlì e finanziata dall’Università di Bologna. L’edificio contiene 16 aule didattiche, di grandezza variabile, adatte a contenere da 50 a 300 posti. Tre grandi corridoi intrecciati – il cosiddetto “Trefolo” – uniscono le varie parti dello stabile. L’aula magna si trova sulla sinistra, poco dopo aver varcato l’ingresso, mentre disposti nei vari piani si contano altre 300 postazioni a libero utilizzo da parte degli studenti. Per quanto riguarda la mensa, invece, il servizio è affidato da bando alla società di ristorazione Elior, con gli orari 8-12 per la caffetteria e 12-14.30 per il pranzo, con chiusura alle 16. Gli spazi sono ampi, luminosi, ricavati da due corpi un tempo separati, congiunti da vetrate. Sono aperti alla realizzazione di feste, iniziative, eventi a carattere sociale e culturale anche serali. Cinque i menù proposti dal lunedì al venerdì, abbinati a frutta e bibite, al costo di 6,59 euro per studenti e 7,50 per il pubblico.

Così il Campus di Forlì continua la sua marcia: dai primi passi delle origini, nel 1998, quando il Comune bandì il concorso internazionale per la riqualificazione, al presente, sempre più destinato a essere il nuovo baricentro della città.

 

(Testo Elisa Gianardi)