venerdì 18 ottobre 2019

Cultura

Paolo Cevoli: un “pataca” alla grande guerra

1 aprile 2015
Paolo Cevoli: un "pataca" alla grande guerra

“C’è questa foto di mio nonno, e’ ba d’e’ mi ba, in posa… Durante la guerra era eliografista, faceva i segnali Morse con la luce…”. Sboccia anche da questo ricordo familiare e affettivo, oltreché dalla passione innata di raccontare cose “serie” e positive facendo ridere, la prima opera cinematografica di Paolo Cevoli. È Soldato Semplice, una commedia all’italiana che narra la storia di Gino Montanari, maestro elementare romagnolo che, a causa dei suoi comportamenti libertini e antinterventisti, è costretto dal preside ad arruolarsi volontario per la Grande Guerra. Scritto, diretto e interpretato dallo stesso Cevoli, il film è stato prodotto anche grazie alla partnership di due realtà del territorio riminese, SGR e Banca CARIM.

Il personaggio principale del film è una tipica ‘maschera’ romagnola, il patacaracconta l’autore, ironico, vitale e fanfarone. Trovandosi in una situazione drammatica sarà costretto a dare il meglio di sé. Assieme a Gino ci saranno altre ‘maschere’ con la loro forte connotazione regionale e di temperamento e, come nella commedia all’italiana, le situazioni e i personaggi comici sono inseriti in un contesto narrativo drammatico”.

Nel film c’è tanto del lavoro teatrale che Cevoli porta avanti ormai da anni, prima con il monologo comico e drammatico La penultima cena e poi con Il sosia di lui, in cui si raccontano grandi vicende della storia attraverso personaggi minori. “La storia, con sviluppo classico e lineare, è al centro del film, non una semplice cornice o un pretesto per sviluppare gag e battute – continua –. Raccontare l’Italia dei nostri nonni, i loro atti di eroismo, l’ironia e la voglia di vivere dei nostri soldati ed alpini, vuole essere una celebrazione, in un modo leggero e non retorico, del centenario della Grande Guerra. Sperando che i valori, l’umanità e il coraggio degli italiani di cento anni fa riusciranno a farci sorridere e riflettere sulla nostra situazione attuale, portando i nostri cuori un po’ più in alto”.

Proprio Sursum Corda! (in alto i cuori) è il messaggio che echeggia, attraverso il codice morse dei segnali luminosi, da una parte all’altra della Valtellina, dove si svolge la vicenda, e che segnerà i destini dei protagonisti. “Durante questa esperienza Gino incontra Aniello Pasquale, un ragazzo del ’99 di Capri, analfabeta, che gli farà da assistente – spiega Cevoli –. È l’incontro di due mondi diversi: Gino, il mio personaggio, non crede in niente, né in Dio né nell’amore, è ateo e scapolo. Aniello è un ragazzo sveglio che a Capri si industria con mille lavoretti. È aperto e curioso verso tutta la realtà e i suoi principi morali, imparati dal parroco di Capri e dalla madre molto religiosa, sono chiari e semplici: Dio, Patria e Famiglia. La guerra, la montagna, il nemico ma soprattutto l’incontro con Aniello cambieranno la vita di Gino”.

La prima fatica cinematografica è stata un’esperienza entusiasmante per l’attore riccionese. “Una bellissima esperienza, sul set e con i professionisti veri con cui ho avuto la fortuna di poter lavorare. Realizzare un film è una cosa molto complessa, non puoi trascurare nulla e devi curare tutto, dal montaggio alle musiche. L’esperienza di questi dieci anni fra Zelig e il teatro mi è servita tanto, così come la mia storia di imprenditore per ciò che riguarda il lato della produzione. Spero in futuro di riuscire a portare avanti sia il teatro sia il cinema”.

Intanto, in attesa che la pellicola arrivi nelle sale di tutta Italia nel periodo di Pasqua, Cevoli sta già lavorando sul nuovo spettacolo teatrale che porterà in tournée da ottobre. “Un nuovo monologo che parlerà delle disavventure di Cencio da Montefeltro, il garzone balbuziente di Michelangelo Buonarroti… Da cui il titolo Perché non parli?”.

 

(Testo Giorgia Gianni)