mercoledì 20 novembre 2019

Cultura

Debora Carlini: poetica materia

18 febbraio 2015
Debora Carlini: poetica materia

Sabbia di fiume, inchiostri dal Sol Levante, colori rubati nei boschi alla luce del tramonto. Le ceramiche di Debora Carlini riflettono uno spirito materico profondo, raccontano la poesia della natura in un linguaggio tratto da forme essenziali e sfumature lievi. “Come sempre nella mia vita le passioni arrivano come colpi di fulmine e anche la ceramica è arrivata un pomeriggio dopo avere visto la mostra di un amica” afferma Debora, ripercorrendo gli inizi della sua vocazione artistica. Dopo la laurea in psicologia si avvicina all’arte terapia e comincia a lavorare con l’argilla facendo attività con malati psichiatrici e bambini autistici. “Passati alcuni anni mi sono resa conto che la mia attenzione era troppo rivolta al risultato piuttosto che alla relazione con i pazienti, così ho pensato di provare a fare ceramica questa volta per me stessa”. Inizia così un percorso di ricerca, a partire dalla ceramica raku con l’aiuto di un piccolo forno a legna.
“Con il tempo ho iniziato a fare oggetti per uso quotidiano”, riflette. “Non so perché ma non  riesco a fare cose prive di una loro funzionalità. In questo periodo è iniziata la mia lotta con il tornio e dopo un po’ ho deciso di recarmi da un torniante dove sono stata per diversi mesi ogni giorno. Mi piace cuocere, e ad alta temperatura perché gli oggetti sono più resistenti e durano nel tempo. Mi piace cercare texture interessanti, che rendano la superficie materica o facciano pensare a qualche paesaggio nascosto dietro una sfumatura o una trasparenza. Amo la ricerca dei materiali, la sperimentazione di essi che mi permette di trovare – passando in un altalenarsi di soddisfazioni e delusioni – superfici sempre nuoveMi piace l’aspetto geologico della ceramica, il fatto che tutti i materiali che compongono uno smalto possono essere trovati in natura: cenere, silice, feldspati. Non mi piace consumare energia elettrica per cuocere, ma su questo punto non ci sono soluzioni alternative se non cambiare passione”.

 

(Testo Lucia Rughi)