mercoledì 20 novembre 2019

Cultura

Santarcangelo •14, il teatro in piazza

28 maggio 2014
Santarcangelo •14, il teatro in piazza

Da quarantaquattro anni la scena nazionale e internazionale di un teatro dell’oggi, di ricerca, si dà appuntamento a Santarcangelo per il Festival Internazionale del Teatro in Piazza (11-20 luglio 2014). Dieci giorni intensi che vedono concludersi la triennale conduzione artistica da parte di Silvia Bottiroli e del condirettore Rodolfo Sacchettini. Un festival che trova la sua vera dimensione nell’Agorà, in quella piazza che vede il trascorrere delle primavere, interrogandosi sul presente e cercando le risposte nel teatro, nella danza, nella ricerca visuale o nell’atto performativo. Una piazza che palpita come quella da cui ha preso avvio la Rivoluzione dei Gelsomini, su cui insisterà il nuovo spettacolo dei Motus con la prima nazionale di Caliban Cannibal, dove Silvia Calderoni dialoga con uno dei giovani tunisini protagonisti di quel movimento di piazza: Mohamed Alì Ltaief (Dalì). Più che mai gli accadimenti socio-culturali ci chiedono oggi una presa di posizione fattiva, ci chiedono uno sguardo lungo sulla realtà, come quello della cilena La Resentida, ne La imaginación del futuro, qui presente in prima europea, per poi spostarsi ad Avignone, la quale mette in scena un dialogo possibile con il Presidente Salvador Allende sul Cile di oggi. Un teatro non avulso dal contesto sociale circostante, ma completamente calato nell’oggi, pronto a restituire una visione illuminante dei fatti, che sconfina in una riflessione congiunturale sulla posizione sociale che riveste l’attore, sul significato del suo ruolo politico, del suo stare sulla scena. Interrogativi cui, due personaggi chiave della scena italiana, tentano di rispondere: Danio Manfredini e Claudio Moranti. Il primo lo vedremo in Vocazione, presentato in prima assoluta, il secondo come protagonista di Mit Lenz da Büchner. Sono tanti gli appuntamenti di questa edizione 2014, qui abbiamo solo dato un accenno dei percorsi possibili. I dedali labirintici del paese di Santarcangelo su cui si dipana il festival ci chiamano a scegliere il nostro personale programma. Un iter simbolico fatto di salite, discese e soste. Ognuno è libero di scegliersi il proprio cammino e addentrasi lungo i sentieri dell’oggi, fatti di linguaggi diversi ma comuni a tutti. La nostra vita è qui, ora. Siatene protagonisti!

(Lucia Lombardi)