martedì 12 novembre 2019

Cultura

Idee in punta di matita

26 marzo 2014
Idee in punta di matita

La tradizione del disegno affonda le sue radici nei millenni. Come sosteneva Vasari, “è il padre delle arti”, e non cito a caso un toscano… Tanto si deve a questa forma espressiva fondamentale allo sviluppo materico del pensiero, scrigno di intuizioni, moti, “nido delle idee”, appunto, così come sottolinea la prima edizione della Biennale del Disegno di Rimini, con mille opere in mostra da Parmigianino a Kentridge, da Hugo Pratt a Federico Fellini dal 12 aprile fino all’8 giugno.
Incontriamo Massimo Pulini, artista, studioso, professore e assessore alla cultura del Comune di Rimini, nonché deus ex machina della rassegna, per capire da quale urgenza prende forma questa iniziativa:
“Il disegno ha radici endemiche nell’Italia intera e la consapevolezza di come questa pratica sia il nucleo formativo di tutte le arti ci porta a voler gettare un seme in questa direzione. Una cosa di questo tipo non si era fatta ancora in nessuna delle patrie storiche del disegno. Si tenta dunque di cucire il patrimonio che Rimini possiede – penso al Tempio Malatestiano, la cui facciata è un disegno incompiuto; suo interno è sia scultura che architettura – ad un patrimonio più vasto. Valorizzare un sapere locale attraverso il dialogo con opere esposte ad hoc”.
Come si verrà ad articolare l’evento?
“In venti mostre istituzionali, dislocate in circa sei spazi, tra Castello, Arengo, Museo, Palazzo Gambalunga, Istituto Lettimi, Museo degli Sguardi. In più vi è una sezione open che coinvolge librerie, gallerie, studi di architettura, moda e archeologia. Attraverso prestiti eccellenti, alcuni fogli antichi provenienti dagli Uffizi, altri contemporanei avuti da importanti gallerie e istituzioni, per parlare attraverso il disegno di pittura, architettura, design, moda, fumetto, teatro, cinema. E valorizzando anche la realtà locale: parleremo dei 30 anni di Cartoon Club, Un Mare di Libri, l’Università della Moda, l’Accademia di Belle Arti. Chiamando tutti a raccolta!”.
Quali gli artisti chiamati “a corte”?
“Si insisterà sul tema da differenti angolazioni, con un groviglio di disegni: da Parmigianino a Kentridge, passando per Guercino, Reni, Tiepolo, Fontana, Vedova, solo per citarne alcuni. Adolfo Coppedè, l’architetto della borghesia. Hugo Pratt, nato a Rimini e sempre fortemente legato al mare. Oltre al riallestimento della collezione Gruau; il Libro dei Sogni di Fellini. Una cernita ragionata sull’oggi ha dato vita al corpo contemporaneo di “Cantiere disegno”, nella nuova ala del museo, a cui parteciperanno 40 artisti per restituire il polso dell’attuale fermento creativo”.

(Lucia Lombardi)

(nella foto un disegno di Giovan Battista Tiepolo)