domenica 17 novembre 2019

Cultura

Tutti i cieli dell’America

9 ottobre 2013
Tutti i cieli dell’America

È frutto di quindici tour in soli sedici anni, il libro “Il cielo sopra l’America” del giornalista ravennate Sandro Camerani, che da anni si occupa di sport per giornali come “Gazzetta dello Sport”, “Corriere Romagna” e “Trotto & Turf”. I suoi appunti di viaggio raccontano storie e angoli nascosti degli Stati Uniti, lasciando in chi legge la curiosità di saperne di più. Dal Golden Gate al Filed of Dreams, dal Pacifico alle distese di granturco dello Iowa, passando per lo sconfinato Texas e la nuova America, rinominata “Obamaland”, l’autore percorre miglia su miglia sotto un cielo dai mille colori e sempre, fedelmente e rigorosamente, on the road.

Come nasce la sua passione per gli Stati Uniti?

“È strettamente correlata al mio amore per musica, cinema e baseball. Sono cresciuto ascoltando i brani di Elvis, dei Beach Boys e dei Doors; i miei film-cult sono ‘Animal House’ e ‘The Blues Brothers’. In più, a mio avviso, le sensazioni che si provano durante una partita di baseball in America sono uniche.”

Tra quelle visitate qual è la città d’oltreoceano che preferisce e perché?

“A ovest, certamente, San Francisco: offre il giusto mix tra turismo e cultura che in molte altre parti degli Stati Uniti manca. In generale, però, preferisco percorrere in auto tutta la California, perché lo spettacolo della 101 è unico e le spiagge di Los Angeles sono un caleidoscopio di varia umanità, cominciando da Venice naturalmente.”

Qual è invece il luogo che reputa più “magico”? Leggendo, mi ha colpito molto la descrizionedell’isola delle conchiglie Sanibel…

“Per un appassionato di baseball non c’è nulla come il Field of Dreams, nell’Iowa. Sanibel è un posto incredibile e quasi surreale, ingiustamente trascurato dai turisti italiani. Ma cito anche Savannah, con il suo fascino voodoo e l’architettura che fa tanto ‘Via col Vento’.”

L’itinerario che non ha mai fatto e che vorrebbe fare?

“Mi mancano le Hawaii. Mi hanno sempre frenato le sette ore supplementari di volo necessarie dopo averne fatte tredici per arrivare dall’Italia alla California. Poi mi piacerebbe un giorno visitare anche il Monte Rushmore nel South Dakota, ma lì il problema è che – per andare a vederlo – poi non c’è null’altro attorno, in nessuna delle quattro direzioni, per centinaia e centinaia di miglia.”

Quale percorso consiglierebbe a chi parte per la prima volta per gli States, avendo a disposizione dieci/quindici giorni?

“Non ho alcun dubbio. Volo andata e ritorno su San Francisco, nel periodo ideale che è la tarda primavera o fine estate. Consiglio di restare lì tre giorni, poi di noleggiare un’auto e di percorrere la 101 con brevi soste a Big Sur e Santa Monica; è d’obbligo una fermata di tre giorni a Los Angeles, con visita di Venice, Hollywood Boulevard e Griffith Park, per proseguire quindi – in cinque/sei ore – per Las Vegas, dove trascorrere una sola notte ma da leoni, come quella del film omonimo. Da lì si può raggiungere il Grand Canyon. Programmare infine il ritorno verso San Francisco con sosta, se resta tempo, allo Yosemite Park”.

 

(Roberta Bezzi)