mercoledì 20 novembre 2019

Cultura

Tommi Flores: nato dietro l’obiettivo

4 settembre 2013
Tommi Flores: nato dietro l’obiettivo

In famiglia ha respirato arte e creatività sin dall’infanzia. E per Tommaso Flores, in arte Tommi Flores, classe 1989, la fotografia è stato un approdo naturale. Figlio del fotografo ed ex musicista Mario Flores e di Patrizia Rabitti, già direttrice dell’importante studio di registrazione Heaven studios, Tommi ha colto i migliori stimoli da entrambi i genitori nella sua formazione professionale e personale. “Maestri uno in tecnica e l’altra in comunicazione, la scelta professionale è stata totalmente naturale. Mi ricordo – racconta – di essere andato a fare un servizio fotografico a Salsomaggiore come assistente di mio padre: in quell’occasione mi resi conto di essere un fotografo, o comunque di appartenere al mondo della direzione di scena. Un colpo di fulmine!”

Per Tommi la fotografia si può sintetizzare in una frase: “L’idea qui è semplice, se puoi sognarlo lo puoi realizzare.” E continua: “Penso di essere molto distante dalla fotografia tradizionale, mi piace creare da zero un’atmosfera, cercando attraverso la luce e i contrasti di dare anche solo per un secondo a chi guarda la sensazione di misterioso e mistico e creare di conseguenza una storia. Sono affascinato dalla magia del cinema e dalla direzione all’interno del circuito cinematografico, ho la fortuna di aver visto diversi set di grandi registi e penso che sarà il mio futuro lavoro”.

Intanto Tommi ha partecipato al Festival della fotografia europea con novanta immagini estrapolate dal suo blog fotografico, The black vision. Fa parte inoltre del movimento sociale-fotografico Blogghers insieme, tra gli altri, a Chico de Luigi, fondatore del gruppo, che considera fra i suoi maestri d’arte e di vita accanto naturalmente al padre e a Marco “Sfrevol” Montanari.

Tra i progetti più recenti, una serie di immagini che saranno esposte il prossimo inverno a Milano, con il titolo Look at me. “Voglio sensibilizzare la gente a fare più attenzione, a non dare giudizi affrettati sulla persona che hai davanti e che ti si presenta. Aprire gli occhi è sempre stato per me fondamentale, mi viene naturale, e quindi lo trasformo in chiave fotografica dando vita a questa mostra”.

(Giorgia Gianni)