venerdì 18 ottobre 2019

Territorio

Marina di Ravenna: una spiaggia di qualità

2 agosto 2013
Marina di Ravenna: una spiaggia di qualità

Una spiaggia di qualità con stabilimenti balneari altamente specializzati, locali notturni di tendenza, una pineta millenaria e un nuovo porto turistico che si sviluppa vicino alla palizzata e al molo (la diga): questi sono gli ingredienti che fanno di Marina di Ravenna la prima stazione balneare della riviera ravennate. Sorta più di un secolo fa in riva all’Adriatico, undici chilometri a nord-est di Ravenna, la località si sviluppa in un’area delimitata dalla pineta da un lato e dal porto Canale Candiano dall’altro. Dalla fondazione fino agli anni Venti la storia di Marina di Ravenna coincide con quella di Porto Corsini: dopo aver ottenuto il riconoscimento di stazione balneare nel 1927, l’antico borgo peschereccio sul lato destro del canale cambia nome tre anni dopo per sottolineare la vocazione turistica del luogo. Ma per risalire al nucleo originario occorre andare più indietro nel tempo, addirittura al 1764 con la costruzione del Casone di Sanità, noto in seguito come “Fabbrica Vecchia” da parte della Comunità (il Comune), e al 1881 con la realizzazione di un edificio chiamato “Marchesato” da parte della famiglia Cavalli. A poco dopo l’unificazione nazionale risale anche la costruzione di un nuovo faro, dove ha sede la Capitaneria di Porto che lascia così la Fabbrica Vecchia, ormai lontana oltre un chilometro dall’ingresso del porto-canale a causa del continuo arretramento del mare. Da allora quell’imponente edificio e il Marchesato perdono le antiche funzioni per diventare veri e propri condomini per alloggiare le famiglie dei pescatori e braccianti.

(Roberta Bezzi)

Dato che il nucleo originario della località è attualmente in stato di abbandono, l’itinerario di Marina di Ravenna può partire da via Molo Dalmazia, la punta più a nord, muovendosi da ovest verso est: passando davanti all’ex mercato del pesce, un’area che oggi ospita diversi pescivendoli e ristoranti, e una volta raggiunto il faro, si può proseguire lungo la prima “strada in mezzo al mare”, la palizzata dove generazioni di ravennati hanno imparato a nuotare. Fino a pochi anni fa il baretto è stato un luogo storico di ritrovo, raso al suolo nel 2008, dopo un’ininterrotta attività cinquantennale. Spostandosi a piedi verso il viale Lungomare, all’altezza di via Thaon de Revel, si può avere un’idea di dove è sorto il primo stabilimento balneare. La sua costruzione risale al 7 luglio 1872, quando una società di maggiorenti ravennati presieduta da Ferdinando Rasponi diede corpo all’idea imprenditoriale: si trattava di due capannoni verdi e gialli su palafitte, uno riservato agli uomini l’altro alle donne, e di una serie di camerini. Anche allora c’erano i pendolari: i primi turisti viaggiavano su “batane” – l’Anita Garibaldi, la Crimea e la Catalana – che percorrevano il Candiano trainate da cavalli. Seimila cinquecento bagni all’anno. Nello “stabilimento balneario” (costruito dove attualmente sorge l’incrocio tra le vie Vecchi e Thaon de Revel) era presente un ispettore che faceva rispettare i tempi di “immersione” (40 minuti) e vigilava sulla moralità dei bagnanti e sulla loro separazione: per decenza si scendeva in acqua attraverso una botola ricavata sul pavimento.

L’assetto urbanistico attuale del paese risale agli anni Trenta: l’asse principale, viale delle Nazioni, che corre lungo il litorale, e la piazza centrale, oggi intitolata a Dora Markus. Dal faro ci sono dunque due possibilità per spostarsi verso sud: viale delle Nazioni per chi preferisce andare per negozi, oppure il viale Lungomare. Entrambi conducono alla piazza principale che, a seguito dello sviluppo del progetto Marinara, non gode più della vista sul mare. L’area realizzata in questi ultimi anni comprende un complesso residenziale, negozi e il porto turistico Marinara. La “riscoperta” della nautica da diporto è la vera novità degli anni Duemila a Marina di Ravenna che, con i suoi millecinquecento posti barca, si proietta ai vertici europei del settore. In precedenza, un altro importante cambiamento nel volto di Marina risale agli anni Sessanta, caratterizzati dal forte sviluppo portuale e industriale favorito dall’accesso a nuove fonti energetiche e dal diffondersi di nuove tecnologie. Con la nascita del grande impianto petrolchimico Anic, l’individuazione da parte dell’Agip di altri rilevanti giacimenti nel mare antistante, Marina di Ravenna diventa così la più importante base mediterranea dell’industria off-shore. Una visione in lontananza delle piattaforme si può avere percorrendo a piedi o in bicicletta, per circa due chilometri e mezzo, il molo (detto anche diga), la vera piazza di Marina dove stazionano i pescatori con le loro “postazioni” in mare aperto. Per gli amanti del verde, l’ideale è invece una passeggiata in mezzo alla pineta millenaria di Marina: vi si accede da via Ciro Menotti, dove c’è il parco pubblico, e si arriva fino a viale della Pace. Per tutta la lunga striscia di pineta, sul lato mare in viale delle Nazioni, si dipanano i numerosi stabilimenti balneari della località, moderni e ben attrezzati, il vero motore del turismo di oggi. Per alcuni l’attività sportiva è il fiore all’occhiello: impianti di beach volley, calcio-tennis, basket, che consentono di organizzare tornei e di ospitare le tappe dei principali circuiti italiani del beach. Altri stabilimenti puntano invece sulle famiglie, con una particolare attenzione nei confronti dei bambini, e altri ancora su una clientela giovane che sonnecchia durante il giorno al sole, per poi scatenarsi la sera con musica, balli e happy hour in spiaggia. Un’altra carta vincente è certamente il servizio di ristorazione, molto apprezzato dai turisti a cui piace fermarsi in spiaggia per l’intera giornata.