mercoledì 20 novembre 2019

Cultura

Santarcangelo •13 Festival internazionale del teatro in piazza

19 giugno 2013
Santarcangelo •13 Festival internazionale del teatro in piazza

Il festival di teatro di ricerca più longevo d’Italia torna dal 12 al 21 luglio e giunge alla sua quarantatreesima edizione, seconda del ciclo di lavoro triennale Santarcangelo •12•13•14, con la direzione artistica di Silvia Bottiroli, la condirezione di Rodolfo Sacchettini e la collaborazione quest’anno di Matthieu Goeury, curatore del centro interdisciplinare Vooruit Art Center di Gent in Belgio. Tre sguardi competenti per una pluralità di punti di vista nel pensiero e nella programmazione del festival. Abbiamo invitato a lavorare con noi Matthieu Goeury — afferma Silvia Bottiroli — per dare maggiore profondità alla dimensione internazionale del festival, che sempre più si configura non solo come una semplice scelta di artisti e spettacoli di nazionalità diversa, ma come una ricerca approfondita in alcuni territori geografici o artistici, e come una tessitura di contrappunti e confronti tra alcune voci della ricerca scenica internazionale e gli artisti italiani, spesso coinvolti come d’abitudine in progetti speciali e coproduzioni.
Scorrendo tra i titoli del programma sono molti i progetti che si presentano con più appuntamenti e formati, là dove la ricerca artistica esce dai limiti della rappresentazione e del teatro per misurarsi con altri terreni: dal paesaggio naturale al gioco, dalla scrittura alla terapia. In questa prospettiva Santarcangelo •13 tende a creare un campo di tensioni, ad aprire domande, a creare spazi perché qualcosa possa accadere tra le opere, e perché ciascuna presenza artistica possa dispiegare il suo universo, il suo sistema di pensiero. Un festival che racconta una radicale fuga dalla scena, dallo spazio e dalle modalità di produzione e di fruizione del teatro e, al contempo, una potente risignificazione di quello spazio.

Il festival continua il suo dialogo con il grafico Marco Smacchia, con cui sceglie come immagine di questa edizione un disegno dell’illustratrice Mara Cerri. Un disegno che invita alla riflessione sul mondo dell’infanzia, a tuffarsi e a immergersi, ad aprire gli occhi e guardarsi intorno, a perdersi e lasciarsi sorprendere. Un ragazzino sott’acqua che ci guarda con gli occhi spalancati e un’espressione tra lo smarrito e il meravigliato. Il corpo è come sospeso in una dimensione che non gli appartiene — suggeriscono Bottiroli e Sacchettini nelle loro note di presentazione — è immerso in un paesaggio che non conosce prospettiva, ma solo profondità, circondato da altre figure più piccole, compagni e compagne di questo tuffarsi. Nel gesto coraggioso e individuale del tuffo e nella collettività del gruppo, il festival rispecchia questa immersione, diventando così un’avventura e un viaggio di conoscenza.

Il festival si caratterizza per la presenza di molti progetti di ampio respiro – alcuni dei quali appositamente commissionati – radicalmente diversi per pratiche e modalità e contraddistinti da una decisa fuoriuscita dai confini del teatro. L’idea di scena è al centro dei lavori sui quali il festival gioca un ruolo produttivo. Sono progetti elaborati in diversi formati e momenti: T.E.R.R.Y, lavoro della compagnia bolognese pathosformel, sulle articolate logiche competitive che caratterizzano il nostro vivere comune attraverso il coinvolgimento di bambini ed elementi naturali o puramente tecnico meccanici.
Diversi i lavori commissionati dal festival per proporre una riflessione sulla città e sulla comunità: il progetto speciale KING del collettivo Strasse sotto la guida di Leonardo Delogu e disegnato insieme ad un altro festival (Inequilibrio e Santarcangelo •13, in co-produzione) ha condotto a una riflessione sul rapporto con il paesaggio tra periferia e natura, in un ideale percorso di attraversamento dell’Italia da Ovest verso Est. Il progetto culminerà nella sua ultima fase in un vero e proprio accampamento, un esperimento di “colonizzazione gentile” nella periferia di Santarcangelo Il secondo è invece un progetto biennale site specific, Art you lost? del gruppo di artisti lacasadargilla / Muta Imago / L. Brinchi R. Zanardo (Santasangre)/ Matteo Angius, attraverso cui si indagano le forme di racconto biografico e sociale del nostro presente, ponendo lo spettatore al centro di un lavoro artistico su memorie, perdita, durata. Il lavoro sfocerà in un’installazione finale che sarà realizzata per Santarcangelo •14.

Tantissime le collaborazioni e gli artisti coinvolti nella kermesse, dal cinema alla danza – intesa come mezzo per indagare nuovi terreni tramite un sapere che passa attraverso il corpo e l’esperienza -, fino alla radio, in un percorso di prossimità tra radio e teatro, che quest’anno si concentra su Radio e infanzia, indagate con una raccolta di materiali storici in una stanza d’ascolto, in collaborazione con Radio 3 Rai, e la produzione di opere originali, di piccolo formato, a cura di Rodolfo Sacchettini.

La piazza di Santarcangelo oltre ad accogliere i diversi progetti artistici ospita il Centro Festival, luogo di ristoro e di condivisione, che già dallo scorso anno parla di sostenibilità e tutela ambientale e che quest’anno vede la collaborazione dello chef Fabrizio Montanari e lo staff di Osteria da Oreste. Inoltre sarà attivo un servizio di Car sharing e la Biblioteca comunale Antonio Baldini amplierà l’orario diurno di apertura estendendolo all’intera giornata (8.00-19.00, tranne la domenica). Anche quest’anno lo Spazio Liviana Conti a due chilometri dal centro storico, oltre ad prevedere l’allestimento di diversi punti spettacolo, ospita il Dopofestival, un momento di scambio, condivisione e serata danzante in cui si alterneranno i djset di diversi artisti presenti al festival.
Si riconfermano alcuni suggestivi spazi scenici, che segnano una mappatura del festival: oltre alle già citata piazza Ganganelli e lo Sferisterio, piazza delle Monache, il Lavatoio, il Teatro Supercinema e le sale e il giardino del Musas (concessi dalla Fondazione FoCuS), la Scuola Elementare Maria Pascucci, le Grotte Municipali, Sala Cervese, e la sala Mons Jovis della cantina d’affinamento de Le Rocche Malatestiane gentilmente concessa.