mercoledì 20 novembre 2019

Territorio

Ritorno alla terra

14 giugno 2013
Ritorno alla terra

In un pomeriggio assolato immersi nel verde abbacinante della campagna santarcangiolese in un crocevia di fecondità poetiche, andiamo alla scoperta di Orticolti, un orto tra gli orti, con qualcosa di speciale in più. Un progetto tutto green ideato da Michelina Trezza, commercialista e presidentessa, con l’ambizione di restituire alle persone un contatto con Gea, la madre terra, creando un luogo di socialità in cui ritrovarsi, ove poter coltivare il proprio orto in maniera adeguata al proprio nucleo familiare o farselo coltivare, oppure organizzare feste, incontri, convention nel prato dei tigli o nella serra di fragole, partecipare agli eventi social. Un luogo che Michelina ha nel sangue: era il podere del padre che egli coltivava con matematico sapere, “in cui nulla era lasciato al caso – dice -. Chi lo aiutava non si rendeva neanche conto di come tutto fosse scandito con sapiente precisione”. Un sapere quasi infuso nel Dna che questa donna ha voluto recuperare, per onorare l’avo e condividere questo luogo degli affetti con altre persone, per renderlo vitale, simbolicamente sistemico. Quando racconta di questo originale progetto le brillano gli occhi: “Tonino Guerra mi diceva sempre: Crea qualcosa di veramente tuo, oltre la carriera! Quando ha saputo di questa idea mi ha detto: Ora ci siamo!”

Mi pare che dietro a tutto questo vi sia una filosofia di vita più che un mero progetto di filiera, per creare una condivisione di saperi e sapori. Quando è nata la cooperativa sociale agricola?

“Si è costituita con sei soci nel 2010, nel consiglio di amministrazione vi è anche un contadino. Ora siamo otto soci ordinari, due volontari, due dipendenti e due soggetti svantaggiati, in quanto cooperativa di tipo “B”, con lo scopo di abilitare al lavoro soggetti svantaggiati. Nel 2011 è arrivata l’acqua per l’impianto di irrigazione, mentre quest’anno siamo stati certificati Bio. Cerchiamo anche soci sovvenzionatori, in quanto oggigiorno la remunerazione prodotta dalla terra è migliore del gioco in borsa!”.

Quante persone hanno aderito al progetto?

“I lotti dati in ‘adozione’ sono ad oggi 45 ma crescono in maniera esponenziale. Molti sono i giovani che hanno aderito a questo sogno comune, molte famiglie, amiche, nonni, professionisti… Insomma, una gran fetta della società locale si incontra attorno ai frutti della terra, in una sorta di riappacificazione col resto del mondo”.

Quanto costa coltivare o farsi coltivare un appezzamento?

“I moduli vanno dai 25 mq in su, adottabili secondo una quota mensile o annuale secondo tre formule distinte: scegli l’orto che fa per te e te lo coltivi da solo, da un costo di 16 euro al mese in su, a seconda dei mq del lotto prescelto. Seconda chance: scegli il tuo orto, noi te lo coltiviamo e tu raccogli i prodotti, dai 40 euro al mese in su. Per i più pigri c’è una terza formula: te lo coltiviamo e consegniamo a domicilio i prodotti. È possibile scegliere la propria formula direttamente dal sito, www.cooporticolti.com”.

Chi insegna agli affittuari come curare il proprio spazio?

“Qui si segue la stagionalità, e in base a ciò che l’affittuario decide di voler coltivare viene seguito nella semina e nella coltivazione. Qui ci sono tutti gli attrezzi necessari ed esperti di settore pronti ad affiancare i novelli agricoltori. Organizziamo anche conferenze tematiche”.

Quali le attività parallele?

“Le attività che organizziamo sono molteplici. Oltre al potenziamento della vendita diretta di frutta e verdura, vellutate, formaggi, miele e vino sviluppiamo progetti con le scuole, nell’ambito di ‘fattorie didattiche’. Il venerdì proponiamo i nostri prodotti al Farmer market di Rimini e il sabato a Santarcangelo. Da poco siamo entrati nel circuito internazionale WWOOF, per renderci disponibili come location per quanti vogliano aderire allo scambio di vacanza/lavoro, per condividere la nostra esperienza anche in ambito internazionale ed aprirci al mondo”. Perché nuove idee nascono così, dallo scambio continuo di energie.

(Lucia Lombardi)

(Foto: Riccardo Gallini)