sabato 18 gennaio 2020

Brevi dalla Romagna

47900: Rimini nelle foto di Gilberto Urbinati

10 febbraio 2011

Le torri della Fiera di Rimini

Una ricerca estetica che parte dal ribaltamento di un’immagine archetipica della Rimini tondelliana fagocitata dal turismo: la cartolina. Lo sguardo attento di chi vuole sdoganare la sua identità dall’idea di bikini succinti, calippo e salvagenti. L’occhio trasversale del fotografo e, insieme, di chi letteralmente vive della storia della propria città per trasmetterla, per ridarle vita.

Questi gli input di 47900 Rimini, la mostra fotografica di Gilberto Urbinati, fotografo riminese e guida al Museo della Città, che ripercorre tre anni di scatti urbani segnati da un continuo divenire di poesia, luce e stupore. “Un impatto emotivo, senza mediazioni cerebrali”: questo è il modo di vedere la fotografia di Urbinati. Scorci urbani ripresi da prospettive inconsuete, figure geometriche che riecheggiano l’astrattismo. A ingannare l’occhio sono sguardi d’avanguardia su dettagli vergini, intoccati, di luoghi e monumenti abusati proprio dalla stessa vista.

Mercatino in piazza Cavour

Tutto viene scomposto e riassemblato secondo una nuova prospettiva, a rendere giustizia a quell’alito misterioso che ogni oggetto possiede e che la nostra indifferenza mortifica. Tutto viene rianimato. L’essenza calpesta, finalmente, l’apparenza. È per questo che le immagini di Urbinati dialogano con la pittura. La ricerca sulla luce, che anima i soggetti, e sui colori, pieni e sapientemente combinati, le trasformano in silenziose ed insieme evocative tele.

Quasi a omaggiare Picasso, il blu segna la fase più recente dell’evoluzione di Urbinati. Evoluzione contraddistinta dalla presa di distanza sempre più decisa dalla cartolina, dall’immagine nitida della città ispiratrice: gli scorci urbani, le sintesi architettoniche, le luci, le geometrie potrebbero essere quelle di qualsiasi metropoli.

L'I-Suite Hotel

La fisionomia di un hotel visto al buio da dietro gli alberi viene completamente trasformata dalla notte e dal filtro delle sagome di alberi e foglie; il colore blu delle luci scioglie e scompone la figura rendendola quasi surreale.

La mostra, aperta fino al 28 febbraio presso la Sede della Provincia di Rimini, è a cura di Rita Maria Astolfi Oliva. Orari: lunedi – giovedi  9/18; venerdi 9/15. Sabato e domenica chiuso.

www.gilbertourbinati.com/provincia