mercoledì 11 dicembre 2019

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di Martina Pini

2 maggio 1978 – Fabrizio De André “Rimini”

29 aprile 2013

Estate 1972: la Produttori Associati, etichetta per la quale Fabrizio De André incide, iscrive la canzone “Un chimico” al Festivalbar senza prima aver consultato il cantautore. L’artista viene a sapere del fatto dai giornali e indice una conferenza stampa dove dichiara che “la casa discografica mi ha trattato come un ortaggio”. Dopo lunghe trattative il pezzo finisce comunque nei juke-box, ma Fabrizio riesce a convincere il patron della kermesse canora che non si esibirà alla finale all’arena di Verona nemmeno in caso di vittoria. Fabrizio De André era un uomo così: schivo, riservato, che non amava il palco e le folle. “Rimini”, come tutti i dischi di Faber, tratta di tematiche sociali, che passano dall’aborto, alla vita degli emarginati e delle prostitute, al naufragio di una nave, elementi che possono essere letti come metafora della decadenza della società italiana dell’epoca. Fabrizio de André è stato un egregio chitarrista, un abilissimo paroliere e un artista indimenticabile. Al suo funerale accorrono migliaia di persone e Paolo Villaggio, amico di sempre, afferma: “Io ho avuto per la prima volta il sospetto che quel funerale, di quel tipo, con quell’emozione, con quella partecipazione di tutti non l’avrei mai avuto e a lui l’avrei detto. Gli avrei detto: Guarda che ho avuto invidia, per la prima volta, di un funerale”.

Dall’album ascolta: “Volta la Carta”; “Coda di Lupo”; “Andrea”.

Curiosità: de André dice, a proposito di “Rimini”, in un’intervista: “Rimini è un disco molto triste, terribile. La piccola borghesia è un cancro diffuso in tutto il mondo ed estremamente pericoloso,

perché non prende mai posizione, persa com’è a rassomigliare il più possibile alla borghesia vera, quella che ha dettato le regole del modo di vivere degli ultimi quarant’anni e forse più”. “Rimini” è

il primo disco in cui Fabrizio inizia a lavorare con Massimo Bubola, dopo la collaborazione con Francesco De Gregori. La batteria, in questo album, è suonata da Tullio de Piscopo. In ricordo del

cantautore genovese è stato istituito un premio ad hoc, il premio Fabrizio de André.

Se ti piace, ascolta anche: Bruce Springsteen “The Promise”; Johnny Cash “I Walk The Line”; Bob Dylan “Highway 61 Revisited”.

(Martina Pini)