lunedì 19 agosto 2019

Società

Bérénice Delacour: a sostegno della maternità

17 marzo 2015
Bérénice Delacour: a sostegno della maternità

Diventare madre è un passaggio capitale nella vita di una donna. Un cambiamento epocale, un’esperienza incredibile. Gravidanza, parto e puerperio sono momenti delicati sia dal punto di vista fisico che psicologico, emozionale. Spesso, nonostante e oltre l’amore del compagno e l’assistenza medica vera e propria, la donna in questi momenti si sente sola e ha bisogno di costante rassicurazione, di incoraggiamento. Ha bisogno di qualcuno che si prenda cura di lei, delle sue emozioni.
Avete mai sentito parlare della doula? Il termine viene dal greco antico ed era l’appellativo dato alle schiave di famiglia che svolgevano una funzione di supporto emotivo e di mediazione religiosa durante il parto.
La doula non è un medico né un’ostetrica, ma un’importante figura assistenziale che supporta la donna in attesa, o la neo-mamma, con un sostegno intimo e confidenziale, creato su misura e nel pieno rispetto delle sue scelte personali, affinché viva con consapevolezza e serenità la propria maternità.
In Italia non è una figura ancora così diffusa come in America o in Gran Bretagna ma le madri ne fanno sempre più richiesta e da alcuni anni si assiste alla nascita di associazioni e scuole di formazione. Ne parliamo con Bérénice Delacour, giovane doula, francese di nascita e italiana d’adozione, che opera sul nostro territorio.
Partiamo da te, Bérénice. Puoi raccontarci qual è il tuo percorso formativo, come sei arrivata in Italia e come sei diventata doula?
“Sono laureata in Storia dell’Arte. Sono arrivata in Italia nel 2007 dopo essermi innamorata di un italiano, un bagnacavallese. Dopo qualche anno la storia è finita e mi sono trasferita a Faenza. Ho cambiato lavoro e mi sono avvicinata ad una passione: il massaggio. Un incontro fortuito con una ragazza austriaca mi ha aperto gli occhi sul mondo della maternità e per la prima volta ho sentito la parola doula. Dopo la lettura dell’illuminante autobiografia della celebre ostetrica Ina May Gaskin, The Spiritual Midwife, decisi che questa sarebbe stata la mia strada. Mi sono informata sulle diverse scuole di formazione esistenti in Italia e ho preso contatto con l’Associazione EcoMondo Doula. Visto che il loro corso non partiva, e io non volevo perdere altro tempo, organizzai personalmente il corso a Faenza, presso il Centro di Discipline Naturali dove lavoravo. La formazione iniziò a settembre 2011 e, con mia grande gioia, vi parteciparono 10 allieve.”
Che cos’è e cosa fa esattamente una doula
“La doula è una figura ancora poco conosciuta. Il nome viene dal greco antico, significa ‘donna che serve’ ed è usata in riferimento ad una professionista che fornisce un continuo supporto emotivo alla futura madre, mettendola al centro, ascoltando le sue emozioni, sostenendola nelle sue scelte e dandole una mano per ciò che le serve prima, durante e dopo il parto. La doula accompagna la donna e la famiglia dai primi mesi della gravidanza fino al primo anno del bambino. Tengo a precisare che non è una figura sanitaria, quindi non svolge un’attività medica e non si sostituisce ad altre figure professionali.”
Come si diventa doula? Hai qualche consiglio per chi voglia intraprendere questo percorso? 
“Oggi esistono in Italia varie scuole, legate ad altrettante associazioni. Mammadoula, Mondo Doula, Associazione Doule Italia, 13 Doule: queste sono le più importanti. Sul nostro territorio sono presenti due associazioni, Mammadoula e Mondo Doula. Suggerisco di leggere bene i percorsi formativi e di prendere contatto con il consiglio direttivo di ciascuna associazione. Personalmente sono a disposizione per informazioni sul percorso formativo che ho svolto e sull’attività della doula.”
Sul tuo profilo, sul vostro sito www.mammadoula.it, c’è scritto che vieni dal massaggio (sei operatrice Tui Na e del massaggio benessere). Come utilizzi questa esperienza con il tuo lavoro con le mamme? 
“Da un anno sono diventata una ‘Mammadoula’ perché mi sentivo più vicina a questa associazione. Ogni doula/donna porta con sé il proprio bagaglio, le proprie caratteristiche. Io ho svolto in Francia una formazione triennale per diventare Operatrice in Massaggio Benessere/Relazione di aiuto e da un anno sono diplomata all’Accademia di Medicina Tradizionale Cinese, sempre in massaggio, il Tui Na. Le varie tecniche, molto diverse tra di loro, mi permettono di dare un sostegno al corpo durante la gravidanza e dopo il parto. Visto che sono anche presente durante il travaglio, il massaggio, la mia sensibilità e l’empatia che nasce in quel momento sono preziosi per aiutare e sostenere la donna. Il massaggio è anche semplicemente un momento per sé, di rilassamento, molto gradito in gravidanza.”
Avrai incontrato e conosciuto molte mamme e i loro bambini. Puoi raccontarci qualche episodio significativo a cui sei particolarmente legata? 
“Ogni storia ha la sua bellezza, ogni nascita è un dono prezioso… Mi meraviglio ogni volta della perfezione della Natura, del nostro corpo, del coraggio delle donne. Non mi sento legata ad un episodio in particolare, ma a tutte le persone che ho incontrato. Ogni storia è unica e mi lascia un ricordo indelebile. Ovviamente, ci sono famiglie con le quali rimango in contatto, mamme che sono diventate amiche e quindi vedo i bimbi crescere. Essere una doula è davvero un cammino che non finisce mai.”
In Italia, diversamente da quanto accade in Nord Europa e America, la doula è una figura davvero poco conosciuta e non è ancora entrata nell’immaginario sulla maternità. Secondo te perché? Lavori tra Santarcangelo e Faenza, conosci la Romagna, come è la situazione qui? 
“In realtà è stato un percorso lungo anche negli Stati Uniti e in Inghilterra. Considerando che in Italia questa figura è apparsa circa 6 anni fa, con pochissime persone, e che oggi siamo molte, mi sembra un segno di come le donne siano sempre più consapevoli di cosa significhi dare alla luce. Persiste un tradizione familiare molto forte in Italia, il che è molto positivo ma lascia poco spazio ad un soggetto esterno come la doula, che entra per un po’ a far parte della famiglia che accompagna. Aggiungerei inoltre che c’è poca fiducia in una figura non riconosciuta e non sanitaria. In Romagna, in particolare in questa zona, siamo in poche. Per cui poco conosciute. Si sente ancora il bisogno di chiarire quale servizio offre la doula, precisare che non entra in conflitto di interesse con le altre professioni e che è consapevole delle proprie competenze. L’azienda sanitaria comincia ora a mostrare interesse nei nostri confronti perché il numero di donne accompagnate da una doula è in aumento. Ed è molto positivo.”

 

(Testo Erika Baldini)

(Foto Massimo Fiorentini)