martedì 22 ottobre 2019

Personaggi

Andrea Bonavita: in volo con uno scatto

12 gennaio 2015
Andrea Bonavita: in volo con uno scatto

Andrea Bonavita è appassionato di immagini da sempre e di volo da vent’anni. Grafico di professione e fotografo per divertimento, ha vinto con i suoi scatti premi prestigiosi e riconoscimenti internazionali: tra i tanti, il primo premio National Geographic 2012 nella categoria “Ambiente da salvare” con la foto Pineta burning; il terzo premio e menzione d’onore all’International Photography Award 2014 di Los Angeles con il progetto Aerial in Vertical. Sue foto sono state scelte per le copertine delle edizioni 2012/2013 delle Pagine Gialle di Ravenna e Pagine Bianche Forlì-Cesena, Rimini e San Marino.
Guardare le sue foto è un’esperienza che ci tocca nel profondo, non solo per la prospettiva a volo d’uccello, di per sé straniante, ma soprattutto per la sensibilità nel cogliere dettagli di vita e ambientali che, in un quadro d’insieme così ampio, assumono una nuova identità, un nuovo significato.
Come scegli i soggetti da fotografare?
“Di solito non parto con un itinerario prestabilito e quasi mai con un soggetto chiaro in mente. La cosa che preferisco è ‘passeggiare per il cielo’ senza meta, in una bella zona, magari sul Delta del Po o tra le meravigliose colline Romagnole. Ovviamente cerco luoghi che offrono più opportunità di scatto, vuoi per la presenza di animali o di costruzioni interessanti, ma mi piace più lasciare al caso e al mio colpo d’occhio. Qualche volta è capitato invece di andare a cercare la foto che avevo in mente in quel momento. È successo ad esempio con le foto scattate nella settimana seguente all’incendio della pineta di Ravenna, che mi sono valse il primo premio al National Geographic 2012. Immaginavo che i resti di una pineta bruciata sarebbero stati graficamente molto interessanti, anche se ammetto che quella visione dall’alto mi ha lasciato con l’amaro in bocca.”
Che attrezzatura utilizzi?
“Per volare utilizzo un parapendio Dudek Plasma, una vela da gara che, anche se ormai con qualche anno sui cordini, permette ancora una buona escursione di velocità. Questo mi permette di volare lento e scattare a soggetti fermi oppure volare veloce e poter seguire gabbiani e fenicotteri. Il motore, che si indossa come uno zaino, è un collaudato Top80 di soli 80cc con telaio e imbrago costruiti artigianalmente. Per le foto al momento utilizzo una piccola Canon 600D che, grazie al suo buon sensore unito ad un corpo leggero e compatto, ne fanno la compagna ideale per gli scatti dal parapendio. Quando sono in volo tengo montata un’ottica zoom Canon 18/200 che mi permette sia di avvicinarmi agli animali senza disturbarli sia di fare vere e proprie fotocomposizioni con scatti multipli che poi unisco in postproduzione.”
Che consigli daresti a chi vuole cominciare a volare con il parapendio? 
“Il primo consiglio è di provare a fare un volo in tandem, dove il pilota si occupa di tutto, dal decollo all’atterraggio. Basta una piccola corsa e si è in volo. Dopodiché si può continuare a volare da soli affidandosi però a una scuola certificata dall’Aero Club d’Italia (AeCI). Volare in parapendio è facile e meraviglioso, ma può diventare davvero pericoloso se non si sanno interpretare le reazioni della vela alle turbolenze. La pericolosità del parapendio è strettamente legata al pilota. L’ala del parapendio è un’ala soffice che resta in pressione e in forma grazie all’aria che entra dalle aperture frontali. Per andare in volo bisogna assicurarsi che ci siano condizioni meteo favorevoli e avere una buona conoscenza del territorio in cui ci si muove. Io ho conseguito il brevetto da volo libero nel ’96, due anni dopo ho preso l’abilitazione per il biposto e dal 2007 volo quasi esclusivamente in parapendio a motore, molto più comodo per volare nelle nostre zone, senza grandi montagne.”
Ci sono alcuni scatti curiosi a cui sei affezionato?
“Ovviamente tutti gli scatti che hanno vinto premi mi rendono molto felice ma molto spesso non sono quelli che mi piacciono di più. C’è una foto nella quale si vedono i miei piedi nudi in primo piano e le saline della Camargue sullo sfondo. Per me quella è la foto più bella, perché mi ricorda le mie vacanze nel Sud della Francia, con la mia famiglia. Mi ero portato il paramotore sul camper, parcheggiato vicino alla spiaggia. Alla sera, vestito solo di costume da bagno e imbrago da volo, sono decollato dalla spiaggia e ho sorvolato quelle gigantesche saline. Volare a piedi nudi nell’aria tiepida dell’estate, completamente rilassato dopo una giornata di mare, è stato meraviglioso. Un’altra foto curiosa l’ho scattata un paio di anni fa a Lido di Spina. Stavo volando a una ventina di metri da terra su di un campo e sono incappato in una coppia appartata che pensava di non essere vista da nessuno e si stava divertendo davvero molto. Dopo qualche foto da varie angolazioni li ho salutati e me ne sono andato.”

(Testo Gianluca Gatta)