martedì 11 dicembre 2018

Personaggi

Annalisa Bucci: attenti a Lisa!

10 novembre 2014
Annalisa Bucci: attenti a Lisa!

L’hanno soprannominata “Lisa no fear”, perché non si tira indietro davanti a nessuna sfida. E come un’eroina dei fumetti della Marvel, quando smette il suo tranquillo lavoro di contabile sale sul ring e si trasforma in una fighter che con pugni, calci, ginocchiate e lotta affronta ogni avversaria. E dire che Annalisa Bucci, 31 anni, campionessa intercontinentale di arti marziali, ha iniziato quasi per caso, accompagnando la sorellina in palestra a fare thai boxe. Ma la passione per lo sport ce l’ha nel sangue, trasmessa dal papà (il noto allenatore di basket Alberto Bucci) e coltivata sin da piccola con tutta la famiglia.

“Vengo da una famiglia di sportivi, ho sempre praticato sport dall’età di tre anni – racconta la campionessa -. A gennaio 2006 ho iniziato thai boxe: avevo due giorni liberi alla settimana e accompagnavo la mia sorellina Carlotta, che lo praticava già da un anno. Se ho cominciato questo sport devo ringraziare proprio lei”.

Accanto all’amato nuoto Annalisa si allena alla thai boxe, ma non agonistica. “Fin dall’inizio gli istruttori che erano in palestra avevano insistito perché combattessi, ma io non ne avevo nessuna intenzione”. Fino alla sera del “colpo di fulmine”, durante un galà a cui era stata invitata da spettatrice. “All’entrata del primo fighter ho pensato ‘Devo salire anche io là sopra!’. Ero emozionata per tutti quelli che scavalcavano le corde di quel quadrato. A novembre del 2006 ho fatto il mio primo match e non ho più smesso”.

Inizia così una carriera travolgente che porta Annalisa, dopo avere iniziato con lo stile di kick boxing, a intraprendere la disciplina “k1” (un tipo di pugilato in cui si usano anche calci e ginocchiate) nel 2007 e a vincere subito i campionati italiani dilettanti. Nel maggio del 2009 le viene proposto un match di thai boxe per la cintura intercontinentale, “Lisa no fear” accetta e vince. Sempre nel 2009 inizia “mma” (arti marziali miste), che a pugni, calci e ginocchiate affianca anche combattimenti a terra con l’uso di tutte le leve possibili. “La prima esperienza è del maggio del 2010, quando ho vinto per k.o. il mio primo match in gabbia. Nel gennaio 2010 ho accettato la disciplina di ‘muay thai full rules’ nel mio primo match all’estero, in Canada. Ho perso, ma mi è stato riconosciuto il premio come migliore fighter della serata”.

I successi continuano con il titolo europeo di “k1” nel 2011, la vittoria del mondiale di full contact del 2013 e nel maggio di quest’anno la conquista del titolo europeo di “mma”. Annalisa è seguita da un team di allenatori e preparatori: Fabio Corelli e Andrea Brigliadori nella parte in piedi, Omar Roffilli nella parte a terra, Andrea Carpi per la preparazione atletica e la lotta, Davide Carli per l’alimentazione.

Come ci si sente sul ring o entrare nella gabbia? “Il primo combattimento è quello che si ricorda sempre con grande emozione, non sai cosa aspettarti. Poi, ogni volta, prima di ogni incontro c’è naturalmente molta adrenalina, anche un po’ di agitazione: in k1 hai solo 9 minuti – tanto dura l’incontro – per esprimerti e dimostrare quanto vali”.

Cosa significa per una donna praticare queste arti marziali? “Io sono agonista per natura, venendo da una famiglia di sportivi e avendo sempre praticato molto sport. Ho una cultura sana dello sport, e le discipline che pratico sono una competizione come un’altra. Certo, ci si sfoga parecchio”.

La vita privata e il lavoro da contabile si conciliano con gli impegni di una sportiva professionista? “Anche il mio ragazzo, Francesco Palermo, fa arti marziali da ring a livello agonistici. Ci alleniamo insieme e combattiamo. In ufficio, poi, ho trovato grande disponibilità. Per me è importante, visto che mi alleno quasi tutti i giorni due volte al giorno, in pausa pranzo e la sera, oltre a insegnare in palestra a Cesena”.

Quali doti occorrono per essere una campionessa? “La costanza dell’allenamento è fondamentale. La determinazione: mai arrendersi. Io ho sempre accettato ogni sfida sin dall’inizio, quando dalla classe N mi hanno proposto di passare ai professionisti. Sono andata a fare subito incontri all’estero anche se molti mi davano della matta. È importante essere sempre convinti di potercela fare”.

 

(Testo Giorgia Gianni)

(Foto Riccardo Gallini)