sabato 18 gennaio 2020

Territorio

Teatro di Coriano

30 maggio 2014
Teatro di Coriano

La cultura crea valore, ma nessuno sforzo durerà nel tempo se non sapremo elevare l’animo umano”, affermava Adriano Olivetti. Lo hanno capito a Coriano, sulle colline di Riccione, dove l’amministrazione capitanata dal Sindaco e Assessore alla Cultura Domenica Spinelli ha cercato, come afferma lei stessa, “di riportare i corianesi a CorTe”, puntando su una nuova gestione triennale attenta al sociale e alle donne. Un teatro, progettato nel 1889 e inaugurato nel 1907, fulcro della vita paesana che ospitava veglioni, concerti, lirica e rappresentazioni della filodrammatica corianese prima e del Dopolavoro poi. Fu riportato a nuova luce nel 2008 e l’amministrazione del sindaco Spinelli, da subito, ha puntato sul teatro come motore della rinascita del territorio. L’intento è quello di trasformarlo in volano virtuoso, non solo culturale ma anche economico. Negli ultimi due anni sono state affidate le stagioni teatrali e non la gestione del teatro, poiché la presenza della galleria dedicata a Marco Simoncelli (voluta e realizzata da questa amministrazione senza l’utilizzo di soldi pubblici) ne impediva il giusto calcolo delle utenze fino a oggi comuni.

Superati i problemi logistici, cosa chiedete a chi assumerà la gestione del teatro?

Il bando triennale, visionabile sul sito del Comune, uscirà a breve e, a chi se lo aggiudicherà, chiederemo il rispetto delle linee guida: il sociale, la rivalutazione del ruolo delle donne e attenzione alle realtà locali. Gestire il teatro organizzando ospitalità che, oltre a ‘dare spettacolo’, offrano la possibilità di crescita culturale. Non ultimo, il teatro dovrà diventare uno spazio vivo, in cui si possa andare a leggere un buon libro prelevato dalla vicina biblioteca o assistere a incontri, proiezioni o quant’altro si possa realizzare. Il Foyer resterà a disposizione di mostre pittoriche o fotografiche fruibili il più possibile. Altro pubblico al quale guardiamo con interesse è quello dei più piccoli, che continuerà ad avere una programmazione specifica supportata da attività che si svolgeranno a CorTe”.

Punterete ancora sul connubio fra teatro ed enogastronomia?

Il teatro è importante quale ‘amplificatore’ delle peculiarità del territorio: non possiamo non prevedere un futuro anche per la fortunata esperienza di ‘Degustiamo CorTe’, connubio che ha dato risultati di gradimento oltre ogni aspettativa. Aziende private del food e della produzione vinicola, in accordo con la direzione artistica e promossi dall’amministrazione, hanno dato alla luce una formula che sta veramente portando alla ribalta le splendide produzioni locali”.

Il teatro non è secondario rispetto ai bisogni del nostro vivere civile, anzi attraverso l’arte si dona speranza a intere generazioni, portando opportunità di lavoro in ambito culturale e la formazione di una coscienza civile, insegnandoci a credere nella bellezza di questa nostra vita e a non averne paura. A creare cittadini pensanti, liberi e forti. Ecco dove può condurre lo sforzo a elevarci di cui parlava Olivetti…

(Lucia Lombardi)