venerdì 18 ottobre 2019

Personaggi

Massimo Zoli, mi viene da Ridens…

27 gennaio 2014
Massimo Zoli, mi viene da Ridens...

Faenza non è solo la capitale mondiale delle ceramica. È un nome importante anche nel mondo dello spettacolo, perché tra le sue mura ospita la principale agenzia di attori comici italiana, Emilia-Romagna Cabaret, meglio nota per il suo marchio “Ridens”, che dice tutto, anche perché tra le arti del palcoscenico, afferma l’ad Massimo Zoli, “la comicità è ancora un’isola abbastanza felice”. Zoli, classe 1966, è originario di San Zaccaria (Ravenna), ma dall’89 è diventato faentino a tutti gli effetti, per ragioni di lavoro e di cuore.

Chi è Massimo Zoli?

“Ho una lunga e variegata storia personale, fatta soprattutto di lavoro, tanto lavoro. Ricordo il primo, nel lontano 1981: cameriere, in un hotel a Milano Marittima. Ho frequentato un istituto professionale ad indirizzo elettromeccanico, ma avevo poco voglia di studiare, per cui sono andato a lavorare molto presto…”.

Nella comunicazione, in tv?

“Sono arrivato alla tv per caso. Lavoravo alla Cofar Pineta di Ravenna quando andai a fare un corso per cameramen tv a Videoregione. Cominciai a slavoricchiare anche lì, a fare delle riprese e qualche servizio. Mi appassionai, così nell’86 patron Tampellini mi fece una proposta e mi assunse come commerciale”.

E dopo?

“A Videoregione imparai a far di tutto: montaggi, camere, condussi anche qualche programma tv. Circa due anni dopo mi trasferiì a Faenza, perché la giovane agenzia pubblicitaria Mpr mi aveva fatto una proposta come procacciatore di pubblicità e sponsorizzazioni. Era l’89. Per arrotondare, cominciai anche a collaborare con un locale notturno, ‘Il Gufo’ di Brisighella, al top negli anni ’80. ‘Il Gufo’ gestiva anche un’osteria, aperta venerdì e sabato. Giorgio Monti, il titolare, un giorno fece una riunione con i collaboratori per trovare idee rilanciare il locale…”.

Le tirò fuori lei, immagino?

“Quella riunione mi cambiò letteralmente la vita. Gli proposi il karaoke, che in Italia ancora non esisteva. Qualche sera prima avevo visto in tv un servizio su Tokio, dove i primi karaoke spopolavano. Proposi una cosa del genere, che allora si chiamava ‘Canto anch’io’. La tecnologia – testi e basi musicali – non esisteva, così mi organizzai con un pianista e con le fotocopie delle canzoni più in voga distribuite sui tavoli. Fu subito un successo. Per tre anni di fila, tutti i giovedì sera il locale era strapieno di gente che impazziva per esibirsi”.

Poi il karaoke esplose in Romagna e in tutta Italia…

“Iniziarono a chiamarmi da tutta la Romagna per presentare queste serate. In una di queste si presentò Valter Dal Pane (imprenditore, gestore dell’Osteria della Sghisa e promotore di tanti eventi tra cui “Cinemadivino”, scomparso prematuramente a 45 anni, il 17 novembre 2012, ndr), il quale, insieme al suo amico Fabrizio Bicio Bagnara, aveva appena aperto un locale, ‘Il Panamà’, mi chiese se volevo lavorare con loro. Fu feeling a prima vista e accettai. Da quell’incontro è nata la società tra Walter, Bicio e me, con la quale abbiamo gestito e fatto nascere tanti locali di quegli anni: ‘Il Panamà’, ‘Gli Ippopotami’, ‘Il Corona’, ‘Le Scimmie’…”.

E la sua passione per la comicità come nasce?

“Gestendo Le Scimmie mi venne l’idea di organizzare un sabato sera diverso, con tanto di cena ed esibizione dei comici. Così è iniziata la storia di Ridens. Tra il ’98 e il ’99 i locali proponevano per lo più musica; Zelig, per citare il programma cult della comicità, era ancora relegato in seconda serata su Italia 1… Alle Scimmie organizzammo una rassegna di comici tutti i sabati d’inverno. Conobbi così tutti i comici emergenti, e quando Zelig passò in prima serata, poi su Canale 5, il fenomeno cabaret divenne sempre più popolare. Non sapendo a chi rivolgersi per contattare i comici visti in tv, i titolari di tanti locali cominciarono a chiamare me, perché sapevano che ero quello delle Scimmie. Le telefonate aumentarono fino a diventare un vero e proprio impegno, così dovetti fare una scelta: o cambiare numero di telefono e seguire soltanto il mio lavoro, oppure far diventare quelle telefonate un vero lavoro”.

E così fece…

“In effetti, mi ero stancato dei locali, anche perché avevo messo su famiglia (Zoli è sposato da 17 anni con Monica, faentina doc; insieme hanno due figli, Nicolò di 17 anni, studente e giocatore di basket, e Margherita di 12, pallavolista, ndr). Ho preferito abbandonare la vita notturna e creare la Ridens. Sono partito nel 2005, con Giacobazzi e Pizzocchi, che in quel periodo spopolavano in Romagna con il Costipanzo Show”.

È diventato il loro agente?

“Quando ho deciso di aprire l’agenzia ho subito pensato di coinvolgere Giacobazzi e Pizzocchi. Erano comici locali, non erano ancora noti in tv, però avevano un grosso mercato in Romagna. Erano molto appetibili per tante agenzie, ma non avevano mai deciso di affidarsi a qualcuno. Evidentemente sono riuscito a trasmettere il mio entusiasmo… All’inizio lavoravamo soprattutto in regione e, grazie ai buoni rapporti con comici ed altre agenzie, riuscii ad ottenere le esclusive di altri artisti per la distribuzione in Emilia-Romagna, molti dei quali col tempo hanno affidato a noi la loro gestione professionale”.

Finché non siete diventati l’agenzia più importante del genere…

“Oggi siamo la prima agenzia di comici in Italia. Gestiamo i calendari live e tutti i contratti televisivi e cinematografici dei nostri quaranta comici. Appena aperta la società, le mie strade si sono incrociate con Patrick Contarini, oggi mio socio, un imolese… Aveva una sua agenzia, gestiva alcuni comici romani e milanesi, molto bravi, ma che non andavano in tv. Iniziammo a collaborare, poi ci siamo fusi in un’unica struttura. Adesso abbiamo un ufficio anche a Milano, per cui mi divido tra Faenza e Milano per seguire Zelig, Colorado e altre trasmissioni. Da qualche anno, inoltre, abbiamo iniziato a produrre anche spettacoli teatrali e programmi tv, in particolare per Sky Comedy Central”.

È aumentato il bisogno di ridere delle persone?

“Col peggiorare della situazione socio-economica sicuramente sì. Di conseguenza, la comicità ha assunto un valore sociale e terapeutico: ridere fa bene al corpo e all’anima…”.

Come si scoprono i nuovi talenti comici?

“Siamo molto attenti allo scouting, perciò abbiamo creato una rete di laboratori, si chiamano “Ridens factory”. Si tratta di serate periodiche in teatri o locali, in pratica palchi aperti a chiunque voglia esibirsi e mettersi alla prova. Di norma, autori o comici più esperti partecipano a queste serate, cercando di individuare le persone di maggior talento e formarle poi per una possibile carriera nella comicità, teatrale e televisiva. Abbiamo diversi laboratori a Verona, Milano, Torino, Genova, Bari, Roma… Il 23 gennaio ne partirà uno anche a Forlì, al teatro Il Piccolo, condotto da Andrea Vasumi. È una parte molto importante del nostro lavoro, anche perché è cambiata molto la comicità rispetto agli anni in cui ho iniziato a fare le serate coi comici”.

In che senso?

“Alla fine degli anni ’90 il percorso di un comico era fatto di tante serate nei locali dove si faceva le ossa e, quando si era ben rodato, passava alla tv. Oggi, invece, la tv è diventata un’opportunità anche per comici poco esperti che, con una buona idea, possono arrivare al successo senza anni di palco, col rischio però di bruciarsi professionalmente. Il nostro lavoro è quello di consigliare bene il comico, di gestirlo con i giusti input, per farlo arrivare sul palco solo quando è veramente pronto”. Grazie Zoli e in bocca al lupo. Anzi no, alla iena!

(Elio Cipriani)

(Foto Massimo Fiorentini)