martedì 22 ottobre 2019

Personaggi

Giordano Emendatori: La crème del gelato

14 marzo 2013
Giordano Emendatori: La crème del gelato

“Le migliori imprese nascono sempre nei sottoscala. Penso a Bill Gates e alla Microsoft, a tanti altri grandi pionieri che hanno fatto fortuna dal nulla. Anche per me è stato lo stesso”. Già, anche per Giordano Emendatori, il ‘signore dei gelati’, tutto è cominciato così. Da un piccolo laboratorio, quel giovane ex cameriere che parlava tre lingue e sognava in grande ha creato un impero della dolcezza oggi presente in 120 paesi nel mondo, che fattura 110 milioni l’anno. La storia di Emendatori, fondatore e presidente di Mec3, azienda leader mondiale nella preparazione dei prodotti per la gelateria e la pasticceria, è di quelle che meritano di essere raccontate. Una storia che prende il via nel 1984 quando Emendatori, dopo tante stagioni da cameriere (passate anche all’estero) e dopo aver lavorato come venditore per un’azienda dolciaria di Bologna, mette in piedi, insieme a due soci, la Mec3. Un’intuizione felice, perché all’inizio degli anni ’90 la Mec3 è già un nome nel mondo dei gelati. Emendatori diventa socio unico, negli anni gli si affiancano i figli Gian Maria ed Elena, oggi entrambi manager dell’azienda che vanta quasi 300 dipendenti, uno stabilimento all’avanguardia a San Clemente e varie società all’estero, sparse tra Germania, Repubblica Ceca, Ungheria, Hong Kong, Cina e Brasile. Eppure il ‘signore dei gelati’, a 62 anni suonati, continua come il primo giorno di lavoro a correre da una parte all’altra del mondo, capitano coraggioso di una nave capace di attraversare il mare della crisi e assumere, solo nell’ultimo anno, una cinquantina di nuovi addetti.

Giordano, ma di andare in pensione non ne vuole proprio sapere?

“No, affatto. Sto bene, mi tengo in forma. Ogni giorno vado a correre per almeno 40-45 minuti. Faccio i miei 6 chilometri di footing ogni mattina, ovunque mi trovo, da una ventina d’anni. Quando non sono all’estero vado a correre lungo il fiume Conca: uno spettacolo. Me la godo troppo per ‘ritirarmi’. Viaggiare all’estero non mi pesa. Anzi. Quand’ero giovane mi hanno sbattuto in faccia tante porte, ora invece me le aprono prima ancora che arrivi”.

Mec3 è stata una delle prime aziende riminesi a credere molto nell’export: una scelta che premia più che mai, in questo momento difficile per l’economia.

“È vero. Mi sono buttato subito all’estero, avevo fatto anni di esperienza quando lavoravo per l’azienda di Bologna che poi ho lasciato. Oggi l’80% del nostro fatturato dell’azienda italiana, che è di 77 milioni, arriva dall’export. Come gruppo siamo a 110 milioni, siamo presenti in 120 paesi del mondo, dall’estrema punta dell’Argentina al Canada fino all’Oriente. Mi rende fiero il fatto che Mec3 sia di casa a Riccione come a Shangai”.

Merito anche dei suoi figli. Lei, Gian Maria, ha iniziato a lavorare per Mec3 proprio seguendo le filiali all’estero…

“In realtà ho iniziato a 13 anni, nel 1987, lavorando in gelateria. Poi ho passato tutti i settori dell’azienda: dalla consegna dei prodotti al laboratorio, fino alla produzione. Dopo essermi laureato in Economia alla Bocconi, ho iniziato a seguire le filiali all’estero. Ho fatto esperienza vivendo in Argentina, dove avevamo un’azienda commerciale. Poi ho abitato per diversi anni in Ungheria, e lì ho creato e gestito direttamente una società di distribuzione. Erano anni di grandi viaggi ed esperienze, mediamente passavo all’estero più di 250 giorni l’anno”.

Ha ricalcato le orme di suo padre Giordano.

“Sicuramente. Sono praticamente cresciuto con i nonni, perché mio padre è sempre stato molto tempo all’estero, per lavoro, e mia madre l’ha sempre seguito. Mio padre è, per me, quasi un fratello maggiore. Il nostro rapporto è cresciuto quando ho iniziato a lavorare a tempo pieno in Mec3”.

Mec3 in fondo è una grande azienda di famiglia. Quant’è difficile lavorare fianco a fianco, padre e figli?

Giordano:Difficile? No, affatto: è uno spettacolo lavorare con i miei figli. Se non ci fossero stati loro, forse, avrei già venduto l’azienda. Sono stato tentato, un paio di volte, di farlo. In realtà di potenziali acquirenti se ne presentano due o tre al mese, ma alla fine ho sempre detto no”.

Gian Maria: “Qualche volta si discute, si litiga. Ma poi ci chiariamo sempre. Io e mio padre possiamo avere idee diverse ma per me lui, che è sempre aperto alle novità, resta un punto di riferimento costante, nel lavoro come nella vita. Grazie a lui in Mec3 abbiamo creato un gruppo molto affiatato e giovane. Ecco, il segreto del nostro successo sono le persone che lavorano con noi. Sono loro che fanno la differenza. Siamo un’impresa giovane, anche se Mec3 ha quasi 30 anni. Un’azienda decisamente rock’n’roll».

Tant’è che Marky Ramone, dei mitici Ramones, è diventato uno dei testimonial di Mec3.

Gian Maria: “L’ho conosciuto a Los Angeles grazie ad un amico, ed assieme ad un mio collaboratore, oggi direttore della rete vendita Italia per Mec3, abbiamo avuto l’idea di coinvolgere Marky, che tra l’altro è un golosone, in un’operazione commerciale. È stato divertente, sia io che e il mio collaboratore siamo grandi appassionati di musica, abbiamo messo su anche una band, la Missing Sound. Che musica facciamo? Il rock, naturalmente”.

Il rock e il gelato, una passione di famiglia. A quando l’ingresso in azienda delle nipotine?

Giordano: “Arriverà anche il loro momento… Mi piace fare il nonno, ma per adesso adoro continuare a fare l’imprenditore. Mi da troppo gusto andare in giro per il mondo. Ripeto: avrei già potuto vendere l’azienda tante volte, ma non ci penso proprio. Ho una squadra meravigliosa che lavora con me, tutti i premi che mi hanno dato in questi anni (l’ultimo, il Made in Rimini assegnatogli dalla Provincia, ndr) li giudico come riconoscimenti non all’imprenditore ma all’impresa. Io faccio solo l’allenatore. E alleno una grande squadra”.

(Manuel Spadazzi)

(Foto: Studio Paritani)

 

Intervista pubblicata su Rimini IN Magazine n. 6/2012

Rimini IN Magazine – 06/2012