martedì 22 ottobre 2019

Personaggi

Andrea Segrè. La catena alimentare senza sprechi

14 marzo 2013
Andrea Segrè. La catena alimentare senza sprechi

“Amo il bello ed il buono ovunque si trovino e mi ripugna di vedere straziata, come suol dirsi, la grazia di Dio”. Con queste parole, nel suo celebre La scienza in cucina e l’arte di mangiar bene, Pellegrino Artusi descriveva i piaceri di una cucina priva di fasti e di sprechi, dove anche gli avanzi potevano trasformarsi negli ingredienti principali per la preparazione di piatti ricchi e prelibati.

Ad oltre un secolo di distanza – in una società consumistica in cui una svolta ecologica ed economica si prospetta sempre più come indispensabile – ritorna l’importanza di una cucina senza sprechi. A ricordarcelo è il professor Andrea Segrè, Direttore del Dipartimento di Scienze e Tecnologie agroalimentari dell’Università di Bologna a cui è andato il Premio Artusi 2012, prestigioso riconoscimento che Forlimpopoli, patria di Pellegrino Artusi, assegna ogni anno ad un personaggio distintosi per una particolare riflessione fra uomo e cibo.

Fondatore e presidente di Last Minute Market, lo spin off dell’Università di Bologna divenuto eccellenza europea nella lotta allo spreco alimentare, nonché ideatore della campagna europea “Un anno contro lo spreco”, Segrè è negli anni divenuto il portabandiera nazionale e non solo di una wasting review che ben si sposa con la spending review dei giorni nostri.

“A gennaio 2012 abbiamo presentato al Parlamento Europeo – racconta con entusiasmo il professore – la proposta di Risoluzione su ‘Come evitare lo spreco di alimenti: strategie per migliorare l’efficienza della catena alimentare nell’UE’, con relatore l’europarlamentare Salvatore Caronna. La Risoluzione invita la Commissione Europea a definire per gli Stati membri obiettivi specifici di prevenzione degli sprechi di alimenti, nel quadro degli obiettivi di prevenzione dei rifiuti che devono essere conseguiti entro il 2014, e si esortano il Consiglio e la Commissione europea a proclamare il 2014 ‘Anno europeo contro gli sprechi alimentari’, quale importante strumento di informazione e promozione per sensibilizzare i cittadini europei e richiamare l’attenzione dei governi nazionali su questo importante tema, anche nell’ottica di stanziare fondi adeguati alle sfide da affrontare nel prossimo futuro”. Dopo l’approvazione di questa risoluzione, votata dalla Commissione plenaria del Parlamento di Strasburgo, il professor Segrè ha messo a segno un altro bel colpo internazionale lo scorso agosto a Stoccolma, in occasione del Forum patrocinato dalla Fao “The World Water Week”. Qui, unico italiano presente, ha sottoscritto con Jan Lundquist, Valentin Thurn ed altri scienziati un appello contro lo spreco di cibo e acqua. Il 4 dicembre sarà invece a Roma al Consiglio Generale della Fao, per illustrare l’esperienza del Last Minute Market tra le best practices mondiali, alla presenza dell’ambasciatore italiano all’Onu e dei delegati di 145 Paesi.

“L’esperienza del Last Minute Market – spiega Segrè – nasce nel 2007 come spin off dell’Università di Bologna, una società a cui partecipano docenti, ricercatori e studenti nata allo scopo di raccogliere le eccedenze alimentari dove si formano. Abbiamo seguito il modello della logistica all’inverso, preso la Teoria dei Giochi e seguito il principio del win-win, in cui tutte le parti guadagnano qualcosa. Applicando il concetto di Km 0 allo spreco questo finisce per ridursi, e si liberano risorse utili per intervenire con strumenti più efficaci per intervenire contro la fame nel mondo”.

Quando è nata in lei l’idea di trovare un sistema per ridurre gli sprechi?

“Risale alla fine degli anni ’90, grazie ad esperienze di cooperazione internazionale. Un giorno un mio studente mi portò nel retro di un supermercato di Bologna, dov’erano accatastati prodotti ancora buoni pronti per essere buttati via. Rimasi molto colpito da quell’immagine. Cominciai così una ricerca con l’Ausl per capire come raccogliere e ridistribuire questi alimenti. Gli studenti crearono anche una cooperativa dal nome suggestivo, ‘Carpe Cibum’, che poi divenne la base ideale per il Last Minute Market e per il progetto ‘Brutti ma Buoni’, seguito da Coop Adriatica”.

Attivo sul campo per cercare soluzioni concrete, ha anche formalizzato le basi teoriche del proprio lavoro in varie pubblicazioni…

“Il 5 ottobre è uscito ‘Cucinare senza sprechi’, edito da Ponte alle Grazie. Lo spreco domestico rappresenta un terzo dello spreco totale. Per vivere meglio è necessario ridurre gli sprechi in cucina, a tavola e facendo la spesa, cominciando a guardare al cibo come parte di un processo globale e a rispettarlo come si faceva nelle cucine dei nostri nonni. Si può fare molto anche sul fronte del packaging dei prodotti, che costituisce il 20% del totale dei rifiuti solidi urbani, attraverso lo sviluppo dell’eco-design”.

Alla proclamazione dell’Anno Europeo contro lo spreco è seguita anche la traduzione pratica della Risoluzione, con la “Carta per una rete di enti territoriali a spreco zero”.

“Ero a Trieste per un importante convegno e lì è nata quest’iniziativa, sottoscritta subito da varie città del Nord Est e dal Comune di Napoli. Ed ora tanti Comuni virtuosi si stanno aggregando attorno a questa iniziativa, impegnandosi a ridurre lo spreco alimentare e mettendo in pratica un decalogo di buone pratiche per arrivare al dimezzamento degli sprechi alimentari negli Stati membri entro il 2025”.

Di questi tempi è prezioso per tutti il lavoro di Andrea Segrè. Affiancato ora anche al nome di Artusi, grazie al premio consegnato lo scorso 6 ottobre nella Chiesa dei Servi di Forlimpopoli. In quell’occasione il sindaco della cittadina artusiana, primo in Romagna, ha firmato l’adesione alla “Carta per la rete di enti territoriali a spreco zero”.

“Sono grato a Forlimpopoli e ad Artusi”, conclude il professore, “che già nell’Ottocento diceva di ridare dignità al cibo sprecato. Non dobbiamo dunque inventarci niente di nuovo, la nostra storia ha in sé già tutto ciò che serve per andare avanti”.

Basta metterlo in pratica.

(Roberta Brunazzi)

Intervista pubblicata su Premium n. 2/2012

Premium IN Magazine – 02/2012